Sono ore concitate a Campagna, dove il quadro delle candidature verso le prossime amministrative è tutt’altro che definito.
Tra colpi di scena e passi indietro, la corsa a Palazzo di Città stenta a trovare una fisionomia chiara. Smentita la possibilità di una candidatura di Gennaro Giugliano, il quale ha fatto sapere che, pur apprezzando la richiesta pervenuta da un gruppo di cittadini, «una delicata situazione familiare» gli impedisce di accettare l’impegno. Tramontano anche, a quanto pare, le ipotesi di candidatura per Norberto Gagliardi e Pietro Magliano, che pure erano circolate dopo il dietrofront di Attilio Busillo. Nomi che si accendono e si spengono nel giro di poche ore, con la clessidra sempre più vicina alla data di consegna delle liste.
Nel frattempo, chi era rimasto orfano della candidatura di Busillo sembra essersi riposizionato attorno a Pierfrancesco D’Ambrosio, che nelle ultime ore si è aggiunto alla corsa. Tre i nomi ancora in campo: Livio Moscato, Adele Amoruso e D’Ambrosio. Una situazione che, in fondo, rivela qualcosa: quando lo scorso febbraio le dimissioni di dodici consiglieri misero fine all’amministrazione di Biagio Luongo, un’alternativa credibile non era ancora pronta. E le alleanze, a poche settimane dal voto, restano ancora tutte da costruire.



