di Erika Noschese
Oggi le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata, delle RSA e dei centri di riabilitazione scioperano in tutta Italia. La mobilitazione, indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, arriva al termine di una lunga vertenza senza esiti: le associazioni datoriali Aiop e Aris non hanno aperto al rinnovo dei contratti. Coinvolti circa 300.000 professionisti, con una manifestazione nazionale a Roma.
Le ragioni sono chiare: il contratto Aiop è scaduto da otto anni, quello Aris da quattordici. Intanto l’inflazione ha ridotto drasticamente il potere d’acquisto e resta una forte disparità con il pubblico: un infermiere della sanità privata guadagna mediamente 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del SSN.
Il quadro è reso ancora più critico dai dati economici del settore: nel 2023 la sanità privata accreditata ha registrato ricavi record (oltre 12 miliardi) e utili in forte crescita. Una contraddizione evidente, considerando che queste strutture operano anche con fondi pubblici.
Per questo Fp Cgil chiede che il rinnovo dei contratti diventi requisito obbligatorio per l’accreditamento: chi riceve risorse pubbliche deve garantire lavoro dignitoso.
“È uno sciopero giusto e necessario – dichiara Antonio Capezzuto, segretario Fp Cgil Salerno – Migliaia di lavoratori assicurano servizi essenziali con salari più bassi e meno tutele. Servono rinnovi immediati, equità retributiva e regole certe: la qualità delle cure passa dalla qualità del lavoro”.



