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Eboli, crisi politica “in crisi”

Sono trascorsi poco più di dieci giorni dalla “lettera-bomba” firmata da dodici consiglieri della maggioranza alla guida della città di Eboli contro l’assessore Salvatore Marisei, la cui condotta è stata giudicata troppo autonoma e autoreferenziale. Un documento che, insieme alle dimissioni dell’assessore Ingenito a soli 42 giorni dalla nomina, aveva fatto deflagrare tensioni mai sopite. “Normali fibrillazioni“, aveva minimizzato il sindaco Mario Conte. Ad oggi, però, oltre a riunioni disertate e a un solo incontro di maggioranza senza alcuna svolta, tutto appare fermo.

Congelata anche la sostituzione della Ingenito, sulla quale non si registrano dibattiti o rivendicazioni. Anche la crisi, paradossalmente, sembra essere “in crisi”. Le opposizioni, da FdI a Forza Italia, a Casa Riformista, incalzano con comunicati e prese di posizione, ma la richiesta di un Consiglio monotematico, annunciata per far sì che la maggioranza renda pubblicamente conto della situazione, non è stata ancora formalizzata.

Il PD, intanto, ha protocollato un’interrogazione sulla gestione dell’Azienda Speciale ASSI, sottoscritta da tutti i consiglieri tranne che dal capogruppo Francesco Squillante. Se si tratti di una mancata condivisione o, invece, del preludio a un avvicinamento alla maggioranza di un’area del partito, lo diranno i prossimi giorni. La città, intanto, aspetta risposte.