«In occasione del 1° maggio, giorno della Festa dei lavoratori, voglio esprimere un augurio particolare a chi nella vita ha scelto di abbracciare la professione medica e quella odontoiatrica. Quella del medico non è un’attività come quella di altri lavoratori. È una missione che si abbraccia nel momento stesso in cui si risponde a una “vocazione”». A dirlo il presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Giovanni D’Angelo.
«Perché questa professione bisogna amarla per decidere di dedicare la propria vita al prendersi cura della salute delle persone. In questo giorno, mi piace sottolineare che quello del medico è un lavoro duro, di grande responsabilità e molto delicato: nelle mani del medico le persone affidano la propria vita. Al tempo stesso, però, voglio ricordare che chi è medico lo è sempre, per tutta la sua vita, non solo quando esercita la professione. Essere medico è un modo di essere», ha aggiunto il presidente D’Angelo.
«Non è un momento facile per la professione sanitaria, soprattutto per quei medici che lavorano nell’ambito della sanità pubblica – continua D’Angelo – La carenza di personale impone spesso turni massacranti da svolgersi in condizioni precarie e a fronte di una retribuzione non adeguata alle competenze messe in campo né allo sforzo richiesto. In molti casi, sono la fede al Giuramento di Ippocrate, la dedizione verso la propria professione, il senso di responsabilità nei confronti dei pazienti a permettere ai medici di fronteggiare situazioni a volte molto critiche, così come è accaduto nel corso dell’emergenza Covid-19, un’emergenza che oggi sembra dimenticata. A quei medici – conclude il presidente D’Angelo – va il ringraziamento di tutti, a maggior ragione nel giorno della festa che celebra i lavoratori. Nella speranza che, nell’interesse dell’intera collettività, si provveda presto a un miglioramento delle condizioni di lavoro di medici, odontoiatri e operatori sanitari, soprattutto di coloro che ogni giorno lavorano in prima linea cercando di sopperire alle mancanze del sistema sanitario con il proprio impegno e anteponendo alle proprie le esigenze dei pazienti».



