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Fonderie Pisano, appello ai candidati sindaci

di Erika Noschese

La vertenza delle Fonderie Pisano torna al centro del dibattito pubblico e politico cittadino. Con una lunga lettera-appello indirizzata ai candidati sindaci e consiglieri comunali di Salerno, i lavoratori dello storico stabilimento chiedono alla politica di non ignorare una crisi che, sostengono, rappresenta il simbolo del progressivo indebolimento del tessuto industriale del territorio.

Nel documento, i lavoratori richiamano il significato originario della politica come “arte di governare la città”, sottolineando come le scelte amministrative e istituzionali degli ultimi anni abbiano inciso anche sulle sorti della vertenza Pisano.

Da qui l’invito rivolto ai futuri amministratori del capoluogo affinché si assumano la responsabilità di affrontare concretamente il tema del lavoro e dello sviluppo industriale.

Secondo i firmatari, la crisi delle Fonderie Pisano non riguarda soltanto i dipendenti dell’azienda, ma rappresenta un problema più ampio che coinvolge l’intera comunità salernitana.

I lavoratori denunciano infatti il rischio di una “desertificazione manifatturiera”, che potrebbe impoverire ulteriormente il territorio e costringere sempre più giovani a lasciare Salerno in cerca di opportunità lavorative altrove.

Nella lettera si evidenzia come molti percorsi di formazione continuino ancora oggi a preparare figure professionali destinate al settore industriale e metalmeccanico. Per questo, sostengono gli operai, non tutti possono o vogliono orientarsi esclusivamente verso il terziario o il settore primario.

I lavoratori criticano inoltre quello che definiscono un clima di silenzio e neutralità politica attorno alla vertenza, chiedendo invece un confronto aperto e una strategia chiara per il rilancio produttivo della città. La battaglia delle famiglie delle Fonderie Pisano, spiegano, dovrebbe diventare un’occasione di riflessione collettiva sul futuro economico di Salerno.

Nel passaggio conclusivo dell’appello, i dipendenti chiedono ai candidati di non limitarsi a messaggi di solidarietà formali, ma di affrontare con decisione le crisi industriali che da anni colpiscono il territorio. La vertenza Pisano, scrivono, rappresenta “l’esempio più immediato dello scenario che abbiamo davanti se nulla cambierà”.

I lavoratori annunciano infine che la mobilitazione proseguirà anche dopo la tornata elettorale, con l’obiettivo di continuare a chiedere “lavoro e futuro” non solo per le famiglie coinvolte direttamente nella vertenza, ma per l’intera comunità salernitana.