Eboli celebra oggi il suo patrono San Vito Martire. Nell’iconografia raffigurato con uno o due cani ai piedi, il santo è venerato come protettore degli amici a quattro zampe: un legame che ad Eboli ha sempre intrecciato fede, folklore e attenzione al benessere animale. Ieri sera, a margine della messa nella Collegiata di Santa Maria della Pietà, si è svolta come di consueto la benedizione dei cani, con gli animali abbelliti dal tipico nastro rosso, amuleto che secondo la tradizione protegge dalla rabbia e invoca l’intercessione del Santo.
Ma quest’anno a mancare è la giornata di sensibilizzazione che in passato, grazie alla collaborazione tra i volontari e il Comune, animava piazza della Repubblica con associazioni, volontari e gazebo informativi. A denunciarlo è Nunzia Triggiano, presidente dell’associazione Casa Hope: «Da qualche anno le associazioni del territorio non sono più presenti nella nostra piazza, per sensibilizzare e promuovere le adozioni in occasione della festa patronale. Sulla tematica animali siamo veramente rimaste indietro- afferma la volontaria- riguardo i microchip ci sono oggi normative diverse e la cittadinanza nemmeno ne è a conoscenza. Un motivo in più per prevedere una giornata di informazione».
Solo nel 2022, quell’appuntamento aveva portato in piazza circa 50 cani microchippati gratuitamente e una rete di realtà locali fianco a fianco. Oggi, invece, «Le istituzioni restano ferme, un passo indietro,- conclude Triggiano- perché non sanno rispondere o almeno cercare di farlo». A pesare, forse, è anche l’assenza di un assessore all’Ambiente: dopo le dimissioni di Marianna Ingenito, appena 42 giorni dopo la nomina, la delega non è stata ancora riassegnata.



