È stata una celebrazione carica di emozione quella svoltasi a Santa Maria del Carmine alla Montagna, sui monti di Eboli, nei pressi di quella che fu la chiesa, già esistente nel 1165, e di cui oggi restano solo un rudere e alcuni affreschi, tra cui quello della Vergine con il Bambino, custodito tra le pietre come testimone silenzioso di secoli di devozione.
[di Maria Vita Della Monica]
A officiare la messa è stato padre Salvatore Mancino, che al termine ha affidato, come di consueto, la città alla Vergine. Inevitabile, anche quest’anno, riflettere sullo stato degli affreschi e sulla necessità di intervenire, affinché ciò che fino a oggi ha resistito non vada perduto e resti, per sempre, patrimonio della città. L’appuntamento richiama l’antico pellegrinaggio degli ebolitani verso questa chiesa. Un tempo i festeggiamenti prevedevano la messa in scena di una commedia, la «Ninfa Fida», capace di richiamare fedeli dalle terre vicine. Oggi la comunità parrocchiale rinnova quella devozione con la festa comunitaria: fulcro la chiesa di San Francesco, dove è custodita la statua della Madonna. Previsti, nei prossimi giorni, momenti di catechesi e devozione popolare, con il «Saluto a Maria» dei Briganti dell’Ermice il 15 luglio alle 19.30 e, a seguire, «La Corrida» in piazza San Francesco. Giovedì 16, poi, la processione attraverserà il centro antico, con la Madonna del Carmine accanto a San Vincenzo Ferrer. Chiusura con la musica dei Mania 90.



