Home Attualità Ripascimento a Torrione, l’Arpac rileva un’elevata carica batterica nella sabbia  

Ripascimento a Torrione, l’Arpac rileva un’elevata carica batterica nella sabbia  

di Erika Noschese 

Una carica batterica elevata nel materiale utilizzato per il ripascimento.

È quanto emerge dal rapporto di prova dell’Arpac Campania relativo alle analisi eseguite su un campione prelevato il 30 giugno sulla spiaggia di Torrione, ribattezzata Universo Beach, interessata dai lavori di ripascimento. I risultati, resi noti nella giornata di ieri, evidenziano la presenza di una significativa carica microbiologica nel materiale analizzato, alimentando interrogativi su un’area che, sebbene interdetta, continua a essere frequentata quotidianamente da numerosi bagnanti.

Nel dettaglio, il rapporto evidenzia la presenza di sostanza secca di coliformi totali, dieci volte superiore alla norma.

Lo stesso valore è stato riscontrato anche per Escherichia coli. Il documento certifica inoltre l’assenza di Salmonella spp.

Va precisato che i valori rilevati dall’Arpac si riferiscono esclusivamente al materiale sabbioso impiegato per il ripascimento e non alla qualità delle acque marine, che risultano invece idonee alla balneazione.

Nel frattempo, l’associazione Ottantaquattrocento torna a chiedere un confronto pubblico con l’Ordine dei Geologi della Campania.

Un appello già lanciato nelle scorse settimane per promuovere un approfondimento tecnico sullo stato dell’arenile di Torrione, alla luce delle numerose perplessità emerse nel dibattito pubblico, ma finora rimasto senza risposta.

«Le notizie diffuse sugli esiti delle analisi eseguite dall’Arpac sulla sabbia di Universo Beach, richieste dal Comune di Salerno e dalla Procura della Repubblica, impongono ancora una volta prudenza, trasparenza e il massimo rigore scientifico», dichiara la presidente Mariarosaria Vitiello.

L’associazione rinnova infine l’invito all’Ordine dei Geologi della Campania e agli altri soggetti scientifici e professionali competenti affinché promuovano un momento di confronto pubblico «capace di offrire ai cittadini informazioni chiare, fondate su dati e competenze.

Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma contribuire alla costruzione di una cultura della trasparenza, della responsabilità e della tutela del bene comune. Perché il mare e le nostre spiagge appartengono a tutti e tutti hanno il diritto di conoscerne il reale stato di salute».