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Fonderie Pisano, nuovo presidio dei lavoratori

di Erika Noschese 

Torna a salire la tensione attorno alla vertenza delle Fonderie Pisano.

La Fiom-Cgil di Salerno denuncia lo stallo seguito all’incontro del 27 maggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato proprietà, Mimit e Regione Campania.

A quasi due mesi da quel tavolo, secondo il sindacato, non si registrano passi concreti né sul progetto della nuova fonderia né sulla ripresa temporanea delle attività nello stabilimento di Fratte.

Per il sindacato, la ripartenza temporanea delle attività è indispensabile per garantire continuità occupazionale agli oltre 140 lavoratori, in vista della scadenza degli ammortizzatori sociali prevista per ottobre 2026.

Critiche anche all’iter amministrativo: le richieste di chiarimenti tra gli enti coinvolti, secondo il sindacato, rischiano di rallentare ulteriormente il procedimento e potrebbero essere affrontate nell’ambito della Conferenza dei servizi.

La Fiom-Cgil annuncia una nuova mobilitazione: da giovedì 16 luglio prenderà il via un presidio a staffetta davanti agli uffici della Regione Campania, in via Generale Clark a Salerno, dalle 9.30 alle 12, con l’obiettivo di sollecitare risposte concrete e tempi certi da parte di tutte le istituzioni coinvolte.

Intanto, la proprietà conferma il proprio impegno per la riconversione green del sito produttivo di Fratte grazie ad un piano orientato alla sostenibilità e all’innovazione.

L’azienda, come indicato dal Comune di Salerno, ha presentato allo Sportello unico per le attività produttive del Comune, la Scia edilizia e la documentazione progettuale relativa alla realizzazione di due nuovi forni elettrici che sostituiranno quelli esistenti alimentati a carbone.

La proprietà sollecita l’esame nel merito da parte della Conferenza dei Servizi, del progetto di decarbonizzazione depositato il 22 giugno, presentato in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato per superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in relazione alle BAT che hanno determinato l’interruzione dell’attività produttiva.

L’azienda, inoltre, ha analizzato i dati della centralina Arpac collocata in prossimità dell’area industriale di Fratte (consultabili sul sito istituzionale Arpa Campania).

Da questi emerge che sia nel mese di aprile che in quello di maggio 2026, periodo in cui l’attività della fonderia era ferma, le concentrazioni medie di PM 10 e PM 2.5 sono state superiori rispetto a quelle registrate negli stessi mesi del 2025 quando l’impianto era regolarmente in esercizio.

La sospensione dell’attività, quindi, non è stata accompagnata da un cambiamento marcato e immediatamente percepibile nei dati ambientali rilevati dalla centralina.