Preoccupazione tra i dipendenti comunali di Eboli in merito ad una presunta riorganizzazione della macrostruttura dell’ente.
Con una nota indirizzata al Commissario Prefettizio Gaetano Tufariello, al Sub Commissario Roberto Amantea, al Segretario Generale Lucio Pisano e al Responsabile del Servizio Personale- e trasmessa per conoscenza anche al Prefetto di Salerno, al Presidente del Nucleo di Valutazione Paolo Maioli e alle Organizzazioni Sindacali territoriali aventi titolo- la RSU denuncia che «da alcune settimane circolano, dentro e fuori gli uffici, ipotesi sulla possibile modifica delle Aree, sulla redistribuzione delle competenze e sulle conseguenti ricadute – a cascata – su incarichi e personale», con una mancanza di informazioni ufficiali che «sta inevitabilmente alimentando preoccupazioni, aspettative e ricostruzioni».
A far scattare l’allarme è stata la deliberazione del Commissario Prefettizio n. 208 dell’11 agosto, che assegna al Segretario Generale l’obiettivo di una «riorganizzazione della macrostruttura organizzativa dell’Ente secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità», con proposta da presentare entro il 15 settembre. La RSU non mette in discussione la scelta: «è del tutto legittimo che l’Amministrazione valuti l’assetto organizzativo ritenuto più adeguato alle esigenze dell’Ente» – si legge nella nota- ma pretende che il passaggio avvenga «in modo chiaro e trasparente», con la preventiva informazione sindacale garantita dal CCNL Funzioni Locali.
A complicare il quadro sono le tempistiche: «ai Responsabili delle Aree sono stati assegnati obiettivi di performance da conseguire, in diversi casi, entro il 31 dicembre 2026; gli attuali incarichi risultano in scadenza il 7 ottobre 2026, mentre la proposta di riorganizzazione deve essere predisposta entro il 15 settembre», scrive la RSU, che avverte: «se il nuovo assetto dovesse modificare Aree, competenze o responsabilità, sarà quindi necessario chiarire come saranno riallineati gli obiettivi già assegnati e come verranno individuati i periodi di effettiva responsabilità ai fini di una corretta valutazione della performance».
Da qui le richieste della RSU: conoscere lo stato della proposta; sapere quali criteri ed esigenze la motivano; capire come sarà coordinata con gli obiettivi già assegnati; convocare con urgenza un incontro con RSU e sigle sindacali prima della definizione della proposta, attivando gli ulteriori istituti di partecipazione previsti dal CCNL; ed «evitare l’adozione di determinazioni definitive con ricadute sul personale prima del corretto espletamento delle relazioni sindacali».
Intanto, se davvero la riorganizzazione dovesse tradursi in un ridisegno sostanziale di aree e incarichi, a pochi mesi dalle elezioni e dunque dal ritorno a una gestione politica dell’ente, si tratterebbe di una circostanza destinata sicuramente a far discutere.



