«Non c’è assolutamente nulla da festeggiare» per i 27 milioni e 400mila euro concessi da Rete Ferroviaria Italiana al Comune di Eboli come compensazione ambientale per l’Alta Velocità.
È la posizione del Movimento 5 Stelle di Eboli, espressa attraverso il suo portavoce Erasmo Venosi, che parla di «svendita del territorio» e di «elemosina istituzionale» a fronte di rischi ambientali e sanitari che, a suo dire, nessuno starebbe monitorando. Venosi richiama i tagli operati dal Governo Monti sulla quota del valore dell’opera destinata alle compensazioni ambientali, per i territori attraversati dall’alta velocità: «la percentuale è stata tagliata al 2%, accorpando sotto la stessa voce sia le compensazioni che le mitigazioni», spiega.
L’esponente del M5S ebolitano solleva poi la questione dei «frontisti», i residenti a ridosso dei cantieri: a differenza delle tratte storiche del Nord, a Eboli non sarebbero previsti ristori né barriere acustiche potenziate per i disagi causati da polveri, rumori e vibrazioni. Altra criticità evidenziata è l’assenza dell’Osservatorio Ambientale, organismo di controllo previsto dall’articolo 28 del Codice dell’Ambiente.
Il M5S ricorda, in merito, che nel cantiere dell’Alta Velocità della vicina Campagna è stata accertata la presenza di legionella nell’impianto idrico del campo base. I pentastellati ebolitani chiedono, quindi, l’immediata applicazione dell’articolo 28 del Codice dell’Ambiente, definendo «un atto di profonda irresponsabilità politica» accettare i fondi senza pretendere tutele adeguate.



