Al PalaSele di Eboli, nell’ambito di ExpoSele, il GAL Colline Salernitane ha promosso la tavola rotonda “Il Manifesto di Giffoni: 10 punti su cui progettare la politica integrata per le aree rurali 2028–2034”.
Al centro dell’incontro, il documento elaborato dal think tank nato nel 2025 su impulso del GAL, con il contributo del mondo accademico e degli operatori territoriali.
Dopo i saluti del presidente Antonio Giuliano, i lavori sono stati coordinati dal direttore Eligio Troisi. Teresa Del Giudice, coordinatrice scientifica del progetto, ha presentato il Manifesto. Sono intervenuti anche Enrica De Falco, Giuseppe Marotta, Ferdinando Gandolfi e gli assessori regionali Maria Carmela Serluca e Fulvio Bonavitacola. Presente la senatrice Anna Bilotti.
Il confronto ha messo in evidenza che non esiste un’unica ruralità: anche all’interno della provincia di Salerno, territori e attività agricole hanno caratteristiche e bisogni differenti.
Da qui la proposta di costruire politiche mirate ai bisogni dei singoli territori, attraverso il dialogo tra istituzioni, università, produttori e comunità locali. Lo sviluppo deve partire dalle persone che abitano le aree rurali, con competenze e sostegno per contrastare lo spopolamento e la perdita di giovani qualificati.
Ricerca e formazione sono state indicate come strumenti essenziali per affrontare i cambiamenti climatici, l’evoluzione demografica e le transizioni ecologica, digitale e sociale. In questo percorso, i GAL possono collegare soggetti pubblici e privati e tradurre una visione condivisa in progetti concreti.
Troisi ha richiamato l’attenzione sulla prossima programmazione europea: la prospettiva di un fondo unico e di una maggiore competizione per le risorse rende necessario prepararsi per tempo, affinché agricoltura e aree rurali, soprattutto quelle più fragili, trovino spazio nelle future scelte.
Giuliano ha ricordato le iniziative già avviate dal GAL nei Picentini: il sostegno al ricambio generazionale, il Cammino dei Picentini, il contratto di fiume e il distretto agroalimentare.
Il Manifesto di Giffoni si propone come punto di partenza per una strategia condivisa, capace di valorizzare le differenze dei territori, avvicinare i giovani all’agricoltura e orientare gli investimenti verso i bisogni reali delle comunità rurali.



