La rimozione degli striscioni «Cessate il fuoco» e «Verità per Giulio Regeni» dal Palazzo di Città di Eboli arriva in Parlamento.
[di Maria Vita Della Monica]
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Franco Mari ha presentato in merito un’interrogazione al Ministro dell’Interno. Il parlamentare chiede di fare luce sulle ragioni e, soprattutto, sul fondamento amministrativo alla base della scelta del commissario prefettizio Gaetano Tufariello, di rimuovere dalla facciata del Municipio i due striscioni, rimasti esposti per oltre due anni.
Al centro dell’interrogazione c’è, in particolare, lo striscione «Cessate il fuoco». Il Consiglio comunale ne aveva deliberato all’unanimità l’esposizione permanente nel luglio 2024, dopo un confronto in Terza Commissione aperto a cittadini e associazioni. L’aveva poi riconfermata, sempre all’unanimità, nel 2025.
«Se un atto amministrativo aveva disposto l’esposizione dello striscione- sottolinea Mari- è necessario sapere attraverso quale atto formale sia stata disposta la sua rimozione e con quale motivazione». L’interrogazione chiede al Ministro, anche attraverso la Prefettura di Salerno, di rendere pubblico il provvedimento. Per Avs la questione riguarda la trasparenza degli atti, il rispetto delle decisioni istituzionali e la libertà di esprimere un messaggio di pace.
Ieri il Comune aveva motivato la scelta con le norme sull’esposizione delle bandiere e con il decoro della sede. Aveva aperto al possibile ritorno del cartello «Cessate il fuoco», senza però fare cenno a quello per Regeni. Le motivazioni non hanno, però, convinto l’associazione l’Altritalia che domani porta la protesta in strada con un sit-in nei pressi della sede comunale, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.
Intanto sulla questione torna Fratelli d’Italia- Città di Eboli. Il partito ribadisce che «il Palazzo di Città non è la bacheca di nessuno e non può diventare il palcoscenico della propaganda politica di qualcuno». Per FdI il tema è «esclusivamente istituzionale»: il partito non contesta il diritto di manifestare, ma l’idea che la facciata del Municipio possa essere concessa in base al contenuto del messaggio. «O esiste una regola e vale per tutti, oppure non esiste neutralità istituzionale», conclude FdI, che chiede «regole uguali per tutti».



