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Agropoli, clan degli zingari: minacce a Coppola, pene confermate

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Minacciarono il sindaco di Agropoli, Adamo Coppola, sfasciandogli anche la porta dell’ufficio in municipio. Solo uno dei tanti reati per i rom agropolesi. Ma adesso sono state
confermate in Cassazione le condanne comminate ai componenti del cosiddetto ‘clan degli zingari’, sgominato nel novembre del 2018 con un blitz dei carabinieri della locale Compagnia.

Gli ermellini hanno ritenuto inammissibili i ricorsi presentati dai cinque imputati. Quindi pene confermate dunque per Enzo Cesarulo, alias Cavallaro 1 anno e 6 mesi, Vito Marotta alias
Dumbone, 1 anno. Condanne confermate anche per il 32enne Vito Marotta, 10 mesi, per l’omonimo 39enne Vito Marotta detto Corleone e Antonio Dolce detto Capone, 6 mesi ciascuno.

Il blitz inflitto dai militari dell’Arma cilentana, fu un colpo durissimo al clan. All’epoca dei fatti vi era il capitano Francesco Manna. L’operazione messa a segno contro gli
esponenti di spicco della comunità rom agropolese, a seguito dell’indagine ‘Faro’ coordinata dalla Dda di Salerno e culminata all’alba del 30 novembre 2018, ebbe una grande rilevanza.

Infatti furono eseguite ben 22 misure cautelari, di cui 11 in carcere, 7 ai domiciliari, 4 gli obblighi di dimora a carico di capi storici, esponenti di spicco e fiancheggiatori delle
famiglie rom Marotta, Dolce e Cesarulo. Una vera e propria holding del crimine, a gestione familiare, capace di tenere in pugno la città di Agropoli sotto la sferza dell’intimidazione,
imponendo assunzioni di parenti e sodali in società al servizio del Comune, arrivando a minacciare con metodi mafiosi anche sottufficiali della locale Compagnia ed il sindaco Adamo Coppola, sfasciandogli finanche la porta dell’ufficio in municipio.