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Associazione Italiana Coltivatori (AIC): più controlli sull’olio importato, tutela per Made in Italy e consumatori

Associazione Italiana Coltivatori: “Necessario rafforzare il sistema di controlli sulle importazioni di prodotti agroalimentari per tutelare Made in Italy e i consumatori, garantendo una filiera certificata trasparente e velocizzando la burocrazia per le aziende italiane”.

Così il vicepresidente nazionale e presidente AIC Salerno, Donato Scaglione, interviene sul tema dell’informazione chiara circa l’origine dell’olio di oliva che arriva sulle tavole degli italiani.

“Rafforzare i controlli – sottolinea Scaglione – significa tutelare il Made in Italy della filiera agroalimentare. L’Italia dispone di uno dei sistemi produttivi più controllati al mondo – spiega – spesso però, i produttori italiani sono costretti a confrontarsi con una burocrazia eccessiva mentre i prodotti provenienti dall’estero riescono ad entrare nel mercato comunitario con controlli che vanno incrementati e rafforzati”.

Filiera sicura ma anche trasparenza a tutela del Made in Italy agroalimentare e dei consumatori, come sottolinea AIC che, nelle scorse settimane, insieme all’associazione consumatori AICO, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli finalizzato a rafforzare la collaborazione nelle attività formative e informative a supporto del contrasto agli illeciti nella filiera agroalimentare.

“Chi acquista l’olio extravergine d’oliva deve sapere con chiarezza da dove proviene il prodotto che porta in tavola. La trasparenza non è solo un diritto, ma un dovere e rafforzare i controlli su tutta la filiera permette di difendere il nostro Made in Italy e la tutela della salute dei consumatori”.

AIC fa quindi appello alle Istituzioni italiane ed europee invitandole ad intervenire subito con strumenti di rafforzamento dei controlli sui prodotti agroalimentari importati da Paesi extra UE e a semplificare le procedure amministrative e documentali per le aziende italiane che esportano i prodotti certificati e tracciati nei mercati internazionali.

“Occorre stabilire un equilibrio nelle regole di import ed export che, ad oggi, da una parte vedono le aziende italiane fare i conti con una burocrazia che rende sempre più complessa l’esportazione dei prodotti agroalimentari italiani all’estero, mentre dall’altra parte vengono facilitate burocraticamente le importazioni di produzioni extra UE in Italia. Intervenire subito” – conclude.