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Bellizzi, vertenza Maccaferri: è scontro lavoratori-dirigenza

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È scontro aperto fra lavoratori e dirigenza della Maccaferri di Bellizzi. La società bolognese, infatti, ha rifiutato la controproposta sulla buonuscita avanzata nel corso della riunione online tenutasi nella giornata di ieri.

Le maestranze hanno chiesto di alzare a 25mila euro (a fronte degli 8mila euro proposti dall’azienda) il bonus previsto per chi decide di firmare immediatamente la cessazione del rapporto di lavoro, al quale va aggiunto l’incentivo da 12mila euro inserito nel pacchetto di proposte preparato da Maccaferri. Una proposta che i vertici hanno giudicato «lontana da quelle che sono le disponibilità dell’azienda» per via della crisi in cui versa. Quanto basta per scatenare la reazione degli operai.

«La nostra richiesta – spiega il delegato Cisl, Martino D’Auria – era legittima: l’azienda ha risparmiato un anno e mezzo di stipendio e non ci avrebbe regalato nulla. Siamo pronti ad occupare lo stabilimento». La vertenza sarà al centro del tavolo convocato al Mise per domani alle 12, al quale parteciperanno la viceministra con delega alle Crisi Aziendali, Alessandra Todde, ed i rappresentanti sindacali.

«È un primo passo positivo – commenta il deputato Pd Piero De Luca – ma bisogna tenere alta l’attenzione sulla vicenda». «Forse un semplice parlamentare – sottolinea la deputata del Movimento Cinque Stelle Anna Bilotti – non avrà la potestà di aprire o chiudere una fabbrica ma deve avere il dovere morale di esserci».