Home Attualità Campagna, Matassa Antifascista: la polemica è “servita”

Campagna, Matassa Antifascista: la polemica è “servita”

La pubblicazione del cartellone degli eventi estivi accende la polemica a Campagna.

Nel programma figura la “Matassa Antifascista”, in calendario il 26 luglio a Varano: l’evento è organizzato dal Centro Teatrale Campano (CTC) in collaborazione con l’ANPI provinciale di Salerno, con la partecipazione dell’associazione Campagna Città Aperta e del Museo della Memoria e della Pace. La data richiama la “Pastasciutta Antifascista”, tradizione che ricorda il gesto della famiglia Cervi, che il 25 luglio 1943, appresa la caduta di Mussolini, distribuì appunto pasta burro e parmigiano alla popolazione di Campegine. A far discutere, anche via social, è l’aver associato a questa ricorrenza la Matassa, piatto identitario e prodotto agroalimentare tipico 

Alcuni etichettano l’abbinamento come improprio e strumentale ai fini politici: c’è chi sostiene che la “matassa antifascista” non abbia radici nella tradizione locale e che il nome sia stato scelto apposta per creare una provocazione, danneggiando però un brand che promuove la città ben oltre i propri confini. Dall’altra parte c’è chi ribalta l’accusa, chiedendosi perché a scandalizzare sia la parola “antifascista” e non il fascismo in sé. A intervenire sulla questione è Campagna Città Aperta che con un post, respinge le accuse di strumentalizzazione politica: l’antifascismo, non è un’etichetta di parte ma, si legge, “il presupposto storico, politico e morale della Repubblica italiana”, sancito dalla Costituzione. Un principio, ricorda l’associazione, che appartiene anche alla storia della città, insignita di due Medaglie al Valor Civile per l’accoglienza e la solidarietà dimostrate durante gli anni delle persecuzioni.

Come ogni piatto della tradizione, anche la Matassa ha bisogno del giusto equilibrio: basta un ingrediente di troppo, o uno in meno, perché la ricetta cambi sapore. E in questi giorni, a Campagna, il rischio è che l’ ingrediente polemica finisca per coprirne il genuino ed inconfondibile gusto.