Home Politica Capaccio Paestum, obbligo di dimora per Alfieri

Capaccio Paestum, obbligo di dimora per Alfieri

di Erika Noschese

Franco Alfieri torna in libertà, ma non potrà lasciare Torchiara.

L’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno esce dagli arresti domiciliari dopo oltre venti mesi di misura cautelare, di cui quasi uno trascorso nel carcere di Fuorni.

La Prima Sezione Penale del Tribunale di Salerno ha accolto l’istanza dei difensori, sostituendo i domiciliari con l’obbligo di dimora nel comune cilentano dove risiede.

Alfieri resta imputato in due distinti procedimenti.

Il primo, davanti al Tribunale di Vallo della Lucania, riguarda gli appalti della pubblica illuminazione di Capaccio Paestum, con accuse di turbata libertà degli incanti, corruzione e falso ideologico.

In questo processo sono imputati anche Vittorio De Rosa, Alfonso D’Auria, ai vertici della Dervit, l’ex capostaff Andrea Campanile, Elvira Alfieri alla guida della Alfieri Impianti e sorella dell’ex amministratore e il dirigente comunale Carmine Grieco.

Ad aprile gli erano stati revocati i domiciliari per questo filone, ma era rimasto ristretto in casa in seguito a una nuova ordinanza cautelare nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso legato alle elezioni comunali del 2019 e ai presunti rapporti con Roberto Squecco.

Alfieri è inoltre indagato nelle inchieste sul sottopasso di Paestum e sul presunto annullamento illecito di verbali della polizia municipale.

Intanto, lunedì 13 luglio, davanti al collegio della Prima Sezione Penale del Tribunale di Salerno, presieduto dal giudice Domenico Diograzia, è in programma una nuova udienza del processo sul presunto patto politico-mafioso.

In aula sarà ascoltato come testimone il tenente colonnello della Direzione investigativa antimafia, Fabio Gargiulo.