Terzo giorno di sciopero della fame per i radicali di Donato Salzano la pratica nonviolenta ispirata a Gandhi, Aldo Capitini e Marco Pannella, con uno sciopero della fame di dialogo per richiamare l’attenzione sulle condizioni della Casa Circondariale di Salerno-Fuorni e chiedere un incontro urgente al presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa.
La richiesta, presentata il 24 giugno, non ha ancora ricevuto risposta.
L’iniziativa nasce anche dalla visita effettuata il 4 giugno dall’associazione radicale “Maurizio Provenza” e da Nessuno Tocchi Caino-Spes contra Spem, guidata da Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti.
Secondo i promotori, in particolare nella prima sezione di media sicurezza, le condizioni di vita restano incompatibili con il rispetto della dignità umana: sovraffollamento, infiltrazioni d’acqua, ambienti insalubri e temperature estreme accomunerebbero detenuti e personale penitenziario, sottoposti – pur con ruoli diversi – a una situazione definita “inumana e degradante”.
Al centro della mobilitazione ci sono tre richieste: la costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale (CAS) previsti dall’articolo 75 dell’Ordinamento penitenziario; il ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno e delle visite periodiche negli istituti penitenziari; la presenza del personale amministrativo presso il Tribunale di Sorveglianza per cinque giorni alla settimana.
Donato Salzano, segretario dell’associazione radicale “Maurizio Provenza”, annuncia l’avvio dello sciopero della fame dalla mezzanotte del 10 agosto, in assenza di una risposta, per «dare voce a quelli che voce non possono avere». L’obiettivo dichiarato è ottenere un confronto e trasformare la protesta in un’occasione di dialogo e di responsabilità istituzionale.



