Venti anni di reclusione per l’omicidio del padre Riccardo Santimone, il pensionato di 76 anni ucciso il 5 marzo 2024 nella sua abitazione di Eboli.
È la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Salerno nei confronti di Vincenzo Santimone, riconosciuto colpevole del parricidio. I giudici, presieduti da Passaro con giudice a latere Zarone, hanno inoltre disposto, al termine della pena, una misura di sicurezza con verifica della pericolosità sociale ogni tre anni. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.
La condanna è inferiore di cinque anni rispetto alla richiesta del pubblico ministero Marinella Guglielmotti, che aveva sollecitato 25 anni di carcere, riconoscendo la sola seminfermità mentale e contestando le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. La difesa, rappresentata dall’avvocata Elena Criscuolo, aveva invece chiesto l’assoluzione per infermità mentale o, in subordine, una pena minima. Fondamentale nel processo la perizia psichiatrica disposta dalla Corte, che ha accertato un vizio parziale di mente e un disturbo della personalità. Dopo il deposito delle motivazioni, la difesa valuterà l’eventuale ricorso in appello.



