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Eboli, Confesercenti: “Spiagge libere? Si poteva fare molto di più”

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Nota della Confesercenti sulla questione spiagge libere ad Eboli.

Questo il comunicato integrale:

La delibera 118 del comune di Eboli adottata il 9 giugno scorso, indica una strada ma lascia troppe zone d’ombra.

Non viene detto da chi verranno gestiti i parcheggi, come e a quali costi per i cittadini.

Non viene indicato chi terrà il registro delle presenze degli ospiti sulle spiagge.

Viene menzionata una App per le prenotazioni della quale non si conosce chi ne è stato il realizzatore, se la stessa servirà poi per scopi commerciali, istituzionali o solamente di sicurezza e chi poi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà il detentore delle stesse informazioni dei cittadini che la utilizzeranno.

Nel documento firmato dalla dott.ssa Lucia Rossi viene riportato: “tale App potrà essere utilizzata tanto dagli stabilimenti privati che per le spiagge ed ente riserve”, vengono confusi legittimi interessi commerciali degli operatori professionali della balneazione con gli obblighi di tutela della privacy di due enti pubblici.

Non si comprende chi effettuerà i controlli agli ingressi e il servizio steward da chi sarà espletato.

Nel corpo della delibera vi è altresì una nota dal punto di vista sanitario che ci appare grossolana.

Viene scritto: “la determinazione della capienza massima della spiaggia, prevedendo un’organizzazione per turnazioni orarie (mattina e pomeriggio) e prenotazione degli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di App/piattaforme on line, con priorità per i nuclei appartenenti ad aree territoriali già monitorate COVID-19 dal comune di Eboli.

Cosa significa? Chi è residente a Campagna e non è stato monitorato dal comune di Eboli non può venire sulle nostre spiagge libere?

Chi è residente ad Olevano, Acerno, Serre, Sicignano, Potenza, Benevento, Avellino potrà utilizzare le nostre spiagge libere?

Chi alloggia nelle strutture ricettive cittadine ed extra ricettive e non è stato monitorato Covid-19 dal comune di Eboli non potrà andare sulle nostre spiagge libere?

Spiegammo nella riunione dello scorso 27 aprile che fosse necessario un sistema di utilizzo delle spiagge libere con un utilizzo il più ampio possibile e pubblico, considerato che l’estate 2020 sarà quella del “turismo di prossimità”.

Avviare un ragionamento con il comune di Battipaglia, che ha gli stessi problemi e le nostre stesse potenzialità e con il coinvolgimento dei comuni di Campagna, Serre, Olevano, Sicignano per mettere in campo una proposta che non parlasse solo di spiagge ma della intera filiera del turismo dell’area.

Avremmo avuto la possibilità, coinvolgendo gli altri corpi di polizia locale degli altri comuni e le relative unità di Protezione Civile degli stessi, di aumentare livelli di sicurezza e vigilanza sulle spiagge e di proporre un intero pezzo di territorio sul mercato del turismo interregionale.

Chiarimmo che si potevano prevedere, coinvolgendo gli altri comuni, con piccoli investimenti pubblicitari su internet di rendere più appetibile il nostro comprensorio pensando anche all’utilizzo del prossimo bonus vacanze del quale potranno usufruire le famiglie.

Sottolineammo in quella riunione del 27 aprile che l’esperienza Covid-19 con le sue conseguenze poteva e doveva essere il punto d’inizio di un ragionamento territoriale sull’intera filiera del turismo.

Bisognava e bisogna ragionare in termini nuovi, innovativi e creativi.

Temiamo che questa estate, che doveva essere un punto d’inizio e di svolta di un nuovo pensare e agire economico, specialmente sul terreno turistico, rischia di diventare l’ennesima occasione sprecata.

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