Un percorso che punta a rinnovare la presenza socialista a Eboli, combinando radicamento territoriale, competenze ed energie nuove. Questo vuole essere la fase costituente di “Avanti Eboli- PSI”, che si aprirà ufficialmente con la presentazione, fissata per lunedì 26 gennaio alle ore 11 nell’aula consiliare “Isaia Bonavoglia”.
Momento centrale dell’iniziativa sarà l’ufficializzazione del gruppo di lavoro chiamato a gestire la fase costituente fino al congresso cittadino: Marco Lamonica, vicesegretario regionale di Avanti PSI, Giulia Izzo, Laura Cascone, Vito Maratea, Donato Ciao, Pietro Lamberti e Mario Trevisant.
Tra i nomi, tutti noti a vario titolo in città a partire dal dirigente ebolitano del PSI Lamonica, spicca quello del consigliere comunale di maggioranza Vito Maratea, eletto nella lista Uniti per il Territorio, che già nelle scorse settimane aveva palesato la sua vicinanza al PSI. Ma non passano inosservati quelli dell’ex consigliere comunale Mario Trevisant e di Pietro Lamberti, entrambi con all’attivo esperienze politiche e sindacali di tradizione socialista.
L’appuntamento di lunedì vedrà una significativa presenza della dirigenza di Avanti-PSI a tutti i livelli istituzionali. Dopo i saluti del Sindaco Mario Conte e dello stesso Maratea, si alterneranno gli interventi di Silvano Del Duca, segretario provinciale, Elio Guadagno, consigliere provinciale e sindaco di Ottati, Davide Zecca, consigliere provinciale e comunale di Olevano sul Tusciano e del consigliere regionale, Andrea Volpe Le conclusioni, infine, saranno affidate a Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti-PSI e Assessore Regionale al Turismo.
«Non è un gruppo chiuso e arroccato, siamo aperti ad accogliere le idee, le energie e le competenze di chi si riconosce nei valori e nei principi del riformismo socialista, cattolico-democratico, civico e laico», fanno sapere dalla sezione cittadina del PSI.
L’ambizione è quella di costruire «un laboratorio politico riformista, poroso rispetto alla società civile e focalizzato sui problemi concreti della comunità», disponibile al dialogo con tutte le forze politiche, civiche e sociali orientate a «fare la politica del bene comune e delle soluzioni concrete», prendendo le distanze da quella che definiscono “la politica delle poltrone”, segnando «una differenza netta rispetto all’aridità dello scenario politico che si vede in città»



