Continua l’impegno del ManES – Museo Archeologico Nazionale di Eboli nella valorizzazione del patrimonio della media valle del Sele. In particolare, procedono le attività di ricerca sulla necropoli di Santa Croce, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.
Il museo, infatti, custodisce, tra l’altro, importanti reperti provenienti proprio da questo scavo, tra cui alcune armature, che rappresentano una preziosa testimonianza risalente alla fine del IV secolo a.C. e documentano le pratiche funerarie e l’organizzazione sociale delle popolazioni che abitavano l’area. Questi reperti, ora oggetto di rinnovato studio, costituiscono il cuore della collezione permanente del ManES.
Ma il lavoro non si limita alla conservazione e allo studio del passato. Il museo di Eboli si proietta verso una dimensione sempre più accogliente e inclusiva, con l’obiettivo di mettersi in dialogo con la comunità. Per il 2026 si annunciano tante novità per il ManES, che vive una nuova stagione di apertura al territorio.
Inaugurato nel 2000 e ospitato nel suggestivo complesso monumentale di San Francesco del XIII secolo, il ManES si conferma come uno dei musei più dinamici della Campania, capace di coniugare rigore scientifico e coinvolgimento del territorio, attraverso le sue ricerche archeologiche e la rinnovata missione sociale.



