L’opposizione fa fronte comune e lancia un durissimo atto d’accusa contro l’amministrazione comunale, chiedendo le immediate dimissioni del sindaco di Eboli, Mario Conte. Con una nota congiunta dieci consiglieri di minoranza denunciano quella che definiscono una situazione “drammatica” per la città.
A firmare il documento sono Cosimo Pio Di Benedetto, Francesco Squillante, Emilio Masala, Cosimo Naponiello, Giuseppe Norma, Filomena Rosamilia, Camilla Di Candia, Pierluigi Giarletta, Damiano Cardiello e Pierino Infante. Opposizione compatta, o quasi: assente tra i firmatari Damiano Capaccio, unico esponente di minoranza a non aderire all’iniziativa. Un’assenza, questa, che potrebbe rappresentare un segnale significativo e, in qualche modo, confermare le voci che da tempo circolano in città su un possibile passaggio in maggioranza di Eboli Responsabile per tentare, in extremis, di salvare la giunta Conte.
«La situazione per la città di Eboli sta diventando ormai drammatica, abbandonata a sé stessa da un Sindaco ormai in confusione ed incapace di amministrare»- si legge nella nota che prosegue dipingendo un quadro, secondo i consiglieri firmatari, desolante che vede al governo della città un «Sindaco ormai in confusione ed incapace di amministrare, con un gruppo di persone chiamate a gironzolare in Comune e per gli uffici senza deleghe e senza identità, in virtù di una passata funzione di assessori, senza maggioranza consiliare e senza ormai alcun contatto con la vita reale, gli uffici comunali e la comunità»
Particolare attenzione viene riservata, nel documento, all’ultima seduta dell’assise consiliare: «L’ultimo Consiglio comunale, rimasto a metà, sembra ormai dimenticato dal Sindaco che ormai sfugge al solenne luogo del confronto», accusano i firmatari, che parlano di «interviste titaniche (da Titanic)» nelle quali il sindaco direbbe «balle» per «arrivare a fine mandato senza fare nulla per la sua città».
Secondo quanto riportato nella nota, inoltre, la Ragioneria comunale avrebbe formalmente richiamato il sindaco, avvertendolo che la mancata approvazione del documento di programmazione (scaduto il 31 dicembre 2025) e l’interruzione dell’ultimo Consiglio comunale rischiano di portare «di fatto un commissariamento dell’Ente», con il blocco delle spese e ulteriori costi per la città.
Il comunicato elenca una lunga serie di criticità. Sul Piano Regolatore, i consiglieri ironizzano parlando di un documento «fatto e rifatto come la tela di Penelope», che «è ormai caduto nel baratro della scadenza dei termini». Non mancano riferimenti alle «opere pubbliche e di rigenerazione ferme al palo, come il famoso e rilevantissimo finanziamento P.R.I.U.S.», e all’ospedale «allo sbando, privato anche di minimi miglioramenti con finanziamenti persi per dabbenaggine». «La città è ormai ostaggio e vittima di un modus operandi arrogante, che si regge sulle speranze e sulla ostinazione di evitare confronti e di persuadere con le falsità e mistificazioni»- affermano i consiglieri.
La nota si chiude con un appello drastico al sindaco, definito «dimezzato», invitato a dimostrare «di amare la città di Eboli» rassegnando «immediatamente le dimissioni, chiedendo scusa ai cittadini per quanto di tragico ha prodotto».
Il documento congiunto siglato dall’opposizione segna, di fatti, uno dei momenti più tesi nei rapporti tra maggioranza e opposizione e che potrebbe aprire nuovi scenari, soprattutto alla luce della mancata adesione di Capaccio.



