A Eboli è scattato il countdown per l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte.
Ieri l’ennesimo consiglio comunale convocato sul rendiconto non ha raggiunto il numero legale: seduta deserta per la quarta volta consecutiva, con Damiano Capaccio unico presente al primo appello e nessuno al secondo. Anche il sindaco è rimasto chiuso nel suo ufficio, da dove diversi consiglieri di maggioranza e uomini di fiducia hanno fatto la spola in cerca di un’intesa dell’ultimo minuto. Tra rincorse e porte sbattute. Quella faticosamente costruita nella notte precedente, che avrebbe previsto la presenza in aula e il voto sul rendiconto di Francesco Squillante del Pd, Damiano Capaccio di Eboli Responsabile e Damiano Cardiello di Fratelli d’Italia sarebbe saltata proprio pochi minuti prima dell’avvio dei lavori.
In merito è stato lo stesso Cardiello a chiarire la propria posizione con un post sui social in cui spiega di aver avviato un confronto interno al partito, sia territoriale che provinciale, di essersi «confrontato con tutti, al netto del chiacchiericcio», e di aver sperato che i nodi della maggioranza si sciogliessero da soli. Perché, scrive, «era arrivato il momento di cambiare modo di intendere la politica»: parole, queste, che lasciano intravedere un’apertura verso un governo di scopo, poi resa impraticabile da una maggioranza troppo lacerata per fare quadrato attorno a un progetto politico evidentemente non più condiviso. Al netto di tutto, Cardiello sembra già guardare al futuro, verso la costruzione di una proposta di governo di centro destra per la città.
Una carta, quella dell’appoggio di Cardiello che Conte, evidentemente, non è riuscito a giocarsi bene. Stasera alle 19 la seconda e ultima convocazione dell’assise prima del’ avvio del commissariamento: il destino dell’amministrazione Conte è, ormai, appeso a un filo.



