Case espropriate diventate bersaglio di furti e rifugio notturno di fortuna. Terreni lasciati all’abbandono e all’incuria, potenziali discariche a cielo aperto. La chiusura di Via Cupe che, senza un piano di viabilità alternativa, isolerebbe il quartiere mettendo a rischio persino i soccorsi in caso di emergenza. Un cantiere di stoccaggio provvisorio a pochi metri dalle abitazioni dei residenti rimasti. È questo il quadro che denuncia La Svolta, il movimento che vede insieme Eboli Popolare, Rifondazione Comunista e Movimento 5Stelle, dopo aver incontrato gli abitanti di Pezza delle Monache, il quartiere di Eboli interessato dai lavori per l’Alta Velocità.
Una situazione, quella attuale, che si inserisce in una vicenda che risale al 2022, quando i cittadini scesero in piazza per opporsi agli espropri di Rete Ferroviaria Italiana. Quattro anni dopo, a giochi fatti, restano domande senza risposta e- denuncia La Svolta- «un vuoto politico locale che dura da 25 anni». Il collaudo previsto per giugno 2026 è slittato a data da destinarsi, l’osservatorio ambientale atteso non è mai stato costituito e le prime prove di perforazione hanno già causato lesioni alle abitazioni, con i cittadini costretti- a quanto pare- a pagare di tasca propria i danni causati. «Non esistono cittadini di serie B», dichiara La Svolta, annunciando che si batterà per ottenere risposte concrete dalle istituzioni in merito alla situazione.



