Nuove regole per la gara sul ricovero dei cani randagi a Eboli.
Il Comune ha, infatti, riscritto i requisiti richiesti alle ditte per l’affidamento del servizio. In gioco c’è un appalto di cinque anni da oltre un milione e quattrocentomila euro, per il ricovero, il mantenimento e la custodia di una media stimata di 149 cani l’anno. Per aggiudicarsi il servizio, le ditte dovranno indicare il canile in cui ospiteranno i cani di Eboli, che dovrà essere autorizzato ad accoglierne almeno 150.
Le offerte saranno valutate fino a 100 punti: 80 per la qualità del servizio e 20 per il prezzo. Fino a 10 punti, poi, dipenderanno dalla distanza dalla casa comunale, al fine di controllare meglio il servizio e facilitare adozioni e volontari. Premiati anche i progetti che favoriscono le adozioni e l’apertura al pubblico, oltre alle certificazioni di parità di genere e di qualità. La gara è gestita dalla Centrale Unica di Committenza «Sele Picentini».
Sullo sfondo resta la questione del canile municipale. Eboli, come altri comuni del territorio, infatti, non ne ha uno proprio e deve affidarsi a strutture esterne. Nel 2020 l’amministrazione comunale aveva avviato l’iter la realizzazione di una struttura a San Donato, con un parco naturalistico su un’area di circa sette ettari, da affidare a privati tramite project financing.
Da allora, però, nessun aggiornamento pubblico in merito: il progetto sembra essersi fermato alla manifestazione di interesse.



