Dopo settimane di stallo e annunci di risoluzione imminente della crisi, puntualmente disattesi, qualcosa si muove sul fronte politico ad Eboli.
È pronta, infatti, una mozione di sfiducia al sindaco Mario Conte.
L’iniziativa, partita dall’opposizione, è condivisa da tutte le forze politiche che la compongono, ad eccezione di Eboli Responsabile, ormai non più percepita come minoranza, per la sua costante vicinanza all’amministrazione. Tutti i consiglieri di opposizione sarebbero pronti a firmare il documento, ma non una parte del Partito Democratico. Da una riunione di lunedì sera tra il direttivo del circolo cittadino e il gruppo consiliare, è emerso, infatti, che solo due consiglieri su tre sarebbero disposti a sottoscrivere la sfiducia. Chi sarebbe il consigliere democratico “dissidente”? Fratelli d’Italia, in una nota social, parla di un “consigliere vicino all’area Sgroia”. Un paradosso, questo, se confermato: nel 2014, infatti, fu proprio questa corrente interna al Pd a svolgere un ruolo chiave nella sfiducia all’allora sindaco Melchionda.
Stasera è previsto un nuovo vertice tra i consiglieri del Partito Democratico. L’esito sarà decisivo: la mozione di sfiducia, infatti, potrà essere discussa solo con 10 firme, ovvero quelle dei 2/5 dei componenti del consiglio comunale richiesti dal regolamento. Non una di meno.



