Home Politica Eboli, Sgroia (PD): “Crisi strutturale, il centrosinistra riparta”

Eboli, Sgroia (PD): “Crisi strutturale, il centrosinistra riparta”

Anche Luca Sgroia, dirigente cittadino del Partito Democratico, interviene sulla crisi amministrativa che sta attraversando l’amministrazione comunale di Eboli e lo fa con un’analisi che non risparmia critiche all’attuale maggioranza e che guarda soprattutto in avanti, indicando nel centrosinistra unito l’unica strada percorribile per dare alla città una prospettiva credibile.

Eboli vive una crisi amministrativa che ormai non può più essere considerata episodica: è diventata strutturale, cronica, sotto gli occhi di tutti. Nemmeno due mesi fa si chiudeva – almeno formalmente – una lunga crisi politica, sfociata in un rimpasto di Giunta, il secondo. Anche in questo caso, come nel precedente, a pagare sono state le donne, sacrificate sull’altare degli equilibri tra gli uomini. A distanza di poche settimane, una delle assessore appena nominate si dimette, mentre dalla stessa maggioranza arrivano critiche durissime su scelte strategiche fondamentali per il futuro della città, come il PRIUS e il PUC. In questi anni sono prevalsi personalismi, figli delle profonde differenze interne alla compagine di governo cittadino, che hanno reso complessa e spesso hanno paralizzato l’azione amministrativa. E questo proprio mentre Eboli si trovava davanti a un’occasione storica, caratterizzata da una straordinaria disponibilità di risorse pubbliche e investimenti – tra PNRR, Terna e alta velocità – che non si vedeva dai tempi del Piano Marshall.

Si ha sempre più l’impressione che si sia e si stia sprecando una grande occasione, che avrebbe potuto cambiare il volto della città e costruire prospettive concrete per le future generazioni. Ma se questo è il quadro non possiamo limitarci ad esso senza sforzarci di approfondirne le cause e, al contempo, senza provare a offrire qualche spunto di riflessione per immaginare un percorso nuovo e diverso. Innanzitutto bisogna dirsi la verità: questa amministrazione è stata figlia di un civismo di convenienza e non di convinzione, un progetto nato per vincere le elezioni, in una città ferita, ma che, alla prova del governo, ha mostrato tutte le sue fragilità. Ma la soluzione non può ricercarsi in un nuovo e ulteriore civismo di convenienza costruito in contrapposizione al precedente, che pure si profila all’orizzonte, perché finirebbe inevitabilmente per riprodurne gli stessi limiti e le stesse contraddizioni.

Occorre liberarsi dalla rassegnazione che non vi sia alternativa a un dualismo sterile che finisce per autoalimentarsi, tra chi ipotizza alleanze trasversali per “battere qualcuno” e chi ne immagina altre al solo fine di “evitare che vinca qualcun altro”. È esattamente questo schema, prima ancora che le singole scelte, ad aver prodotto le fragilità che oggi vediamo. Occorre uscire da questa impostazione e costruire finalmente un progetto “per” Eboli. Per farlo, è necessario un cambio radicale di impostazione: serve un diverso paradigma culturale e ideale dell’impegno politico, fatto di meno tatticismi e meno posizionamenti, ma di più visione, più responsabilità e più coerenza. Spetta alle forze del centrosinistra – intese sia come forze politiche sia come comunità ampia di donne e uomini democratici e progressisti, ovunque oggi siano collocati – il compito di raccogliere questa sfida e di tracciare una nuova rotta, in una città che oggi appare smarrita, priva di voce e di rappresentanza nei livelli sovracomunali. Occorre tornare ad alleanze politiche vere, tra quelle grandi tradizioni politiche e culturali della sinistra e del centro che hanno costruito la storia di questa città e che in passato sono state capaci di fare scuola ed esprimere e offrire classi dirigenti e rappresentanze autorevoli a tutti i livelli istituzionali.

Un’alleanza che deve nascere e svilupparsi su temi identitari, dentro una proposta autenticamente progressista per Eboli, capace di affiancare alle opere e alle infrastrutture una sfida nuova sui servizi: dalla mobilità ai servizi per le fasce più deboli, dagli anziani alle persone con disabilità, dai giovani all’infanzia. Un nuovo modello di welfare cittadino che vada a coniugarsi con scelte urbanistiche chiare, capaci di disegnare una città pubblica che immagini parchi urbani, parchi giochi, spazi per i giovani, per rendere Eboli più vivibile. È da qui che bisogna ripartire: da una visione chiara, riconoscibile e coerente. Occorre che le forze del centrosinistra si siedano al più presto attorno a un tavolo, senza pregiudizi né rancori, per costruire insieme una proposta nuova per Eboli. Un percorso che va avviato non partendo dai nomi o dalle ambizioni personali – tutte legittime – ma dalla costruzione di una classe dirigente vera, credibile e all’altezza, capace di dare forza e continuità a un progetto politico chiaro. Non servono scorciatoie populiste né narrazioni salvifiche: Eboli non si rilancerà con l’uomo solo al comando, ma con una classe dirigente capace di assumersi, insieme, il peso e l’onore di questa responsabilità. Occorre rimettersi tutti insieme al lavoro. Perché il futuro della città non può più aspettare”.