Il dossier redatto dal Presidente delle Aree Interne del Cilento, Girolamo Auricchio, vicesindaco di Roccadaspide, offre un’analisi chiara e documentata sulle politiche nazionali riguardanti le Aree Interne e la nuova Legge sulla Montagna. Il documento mette in evidenza le profonde disuguaglianze di trattamento tra il Nord e il Sud del Paese, evidenziando come le decisioni politiche attuali penalizzino le comunità meridionali.
Dati alla mano, il dossier sottolinea che l’ampliamento del numero delle Aree Interne non è stato accompagnato da un adeguato incremento delle risorse. In territori già segnati da spopolamento, carenza di servizi e marginalizzazione, i fondi disponibili risultano del tutto insufficienti a sostenere uno sviluppo reale e duraturo, aumentando il rischio di ulteriore impoverimento sociale ed economico.
Particolarmente critica è l’analisi della nuova Legge sulla Montagna, che introduce criteri prevalentemente altimetrici per l’accesso ai finanziamenti. Secondo Auricchio, questa impostazione favorisce sistematicamente le aree alpine del Nord, già ricche e ben infrastrutturate, mentre penalizza gli Appennini e, in particolare, i comuni del Mezzogiorno, dove le fragilità riguardano soprattutto aspetti sociali ed economici.
Il dossier richiama anche l’attenzione sull’enorme divario negli investimenti pubblici. Auricchio cita esempi emblematici, come le risorse destinate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, confrontandole con i finanziamenti minimi destinati alle aree interne del Sud, spesso ulteriormente vincolati da procedure burocratiche più stringenti e complesse.
L’analisi si conclude con un messaggio netto: considerare il declino dei piccoli comuni come inevitabile significa rinunciare a una parte fondamentale dell’Italia. Le Aree Interne del Sud rappresentano una risorsa strategica e necessitano di politiche basate sull’equità territoriale, su investimenti mirati e su una visione che tenga al centro le reali condizioni di vita delle comunità.



