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“No De Luca day”: cittadini in piazza

di Erika Noschese

«Salerno ha bisogno di voltare pagina. Il “no De Luca day” nasce come momento di riflessione, mobilitazione e contestazione civile contro un sistema di potere che, negli ultimi anni, ha trasformato la politica in gestione personalistica, la programmazione in propaganda e la rappresentanza in fedeltà».

Nel mese di aprile, la città di Salerno accoglierà un’iniziativa unica nel suo genere: il “No De Luca Day”.

Un monito rispetto al possibile ritorno in campo dell’ex presidente della Giunta regionale della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Una «rivoluzione dei cittadini», come l’hanno definita i promotori dell’evento, che mira a contrastare un metodo politico che, a loro dire, va avanti da oltre trent’anni.
«Non è un attacco alla persona, ma una presa di posizione contro un metodo: quello del comando verticale, dell’accentramento decisionale, della marginalizzazione delle voci critiche, della riduzione della democrazia a consenso blindato. Contestiamo l’uso distorto delle istituzioni, dove ogni dissenso viene bollato come ostile e ogni proposta alternativa ignorata; la gestione urbanistica e infrastrutturale fondata su grandi annunci e poca trasparenza, con varianti strategiche adottate in assenza di un reale confronto pubblico e di un pieno coinvolgimento della rappresentanza democratica; la narrazione egemonica che cancella le esperienze civiche, le competenze diffuse e le energie generazionali che chiedono spazio e dignità», hanno aggiunto i promotori.

«Il “No De Luca Day” è anche un atto di memoria: ricordiamo che l’ultima amministrazione Memoli, con senso di responsabilità istituzionale, scelse di sospendere l’iter delle varianti al PUC e al PUMS, riconoscendo che decisioni di tale portata spettano a un Consiglio comunale eletto, non a un commissario prefettizio. Ma soprattutto è un atto di futuro: vogliamo una Salerno più democratica, più aperta, più competente, dove le scelte si costruiscono insieme e non si impongono dall’alto. Invitiamo cittadini, associazioni, professionisti, studenti, lavoratori e forze politiche a partecipare. Non per dire soltanto “no”, ma per iniziare a dire “basta” a un sistema che ha esaurito la propria spinta e il proprio senso».