La castagna non soltanto come simbolo della tradizione gastronomica, ma come risorsa capace di generare economia, occupazione e nuove opportunità per le giovani generazioni. È il messaggio emerso dal talk tecnico “Castagna, profumo di opportunità”, svoltosi a Palomonte nell’ambito della seconda edizione di “Profumi d’Autunno”, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco nella frazione Perrazze.
Tre giornate dedicate alla valorizzazione delle eccellenze locali, con stand gastronomici, mercatini, musica dal vivo e attività all’aperto, nella suggestiva cornice dei castagneti. Un evento che ha affiancato alla promozione dei prodotti tipici una riflessione sulle prospettive economiche e occupazionali delle aree interne.
Recuperare i terreni incolti, realizzare nuovi impianti di castagno e costruire una rete tra produttori e imprese locali. Sono gli obiettivi indicati dall’assessore comunale Salvatore Giordano, che ha evidenziato le potenzialità del territorio per lo sviluppo della castanicoltura.
Un settore che, secondo Giordano, può rappresentare un’alternativa concreta per i giovani intenzionati a investire nell’agricoltura, trasformando terreni oggi abbandonati in nuove attività produttive.
Sull’importanza della coltivazione del castagno si è soffermato Salvatore Malatino, vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Salerno. La castanicoltura, ha spiegato, non rappresenta soltanto un’attività agricola, ma costituisce un patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico.
La conservazione dei castagneti contribuisce alla tutela del territorio e può favorire nuove forme di turismo rurale, attraverso la valorizzazione delle tradizioni e delle competenze locali. Fondamentale, in questo percorso, il supporto tecnico degli agronomi agli imprenditori agricoli.
Un quadro articolato della stagione produttiva è stato tracciato da Davide Della Porta, presidente dell’Associazione Castanicoltori della Campania.
Il 2026 si è rivelato un anno difficile per la produzione castanicola, con una riduzione dei raccolti attribuita principalmente alle temperature elevate, alla carenza idrica e, in alcune aree, alla presenza del cinipide galligeno.
Nonostante le difficoltà, le varietà autoctone hanno mantenuto caratteristiche qualitative particolarmente apprezzabili. Un elemento significativo per una regione che, secondo i dati richiamati da Della Porta, rappresenta oltre la metà della produzione nazionale di castagne.
L’agricoltura può diventare una risposta concreta alla fuga dei giovani dalle aree interne, soprattutto attraverso l’innovazione tecnologica e la creazione di nuove imprese.
È quanto sottolineato dall’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Angelica Saggese, che ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione del settore primario.
L’agricoltore moderno, ha osservato, utilizza strumenti tecnologici avanzati e può avvalersi anche dell’intelligenza artificiale. Competenze nuove che aprono prospettive occupazionali e imprenditoriali, contribuendo a rendere più attrattivo il lavoro agricolo.
Saggese ha inoltre evidenziato il ruolo delle Pro Loco nella valorizzazione delle piccole comunità e nella promozione delle produzioni locali.
A raccontare lo spirito della manifestazione è stata Gerarda Mastrolia, presidente della Pro Loco di Palomonte, che ha illustrato la scelta di ambientare l’evento direttamente sotto un castagneto, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura. Un’iniziativa resa possibile dall’impegno dei volontari e dei soci dell’associazione.
Tra i momenti più caratteristici, anche una dimostrazione di ricerca del tartufo con cani addestrati.
Protagonista Ruben Gugliucciello, giovane imprenditore di Colliano, che ha raccontato come una passione tramandata dalla famiglia sia diventata un’attività economica strutturata.
Dalla ricerca dei tartufi alla trasformazione artigianale, fino alla commercializzazione sui mercati europei: un esempio delle opportunità offerte dalla valorizzazione delle risorse naturali dell’Alta Valle del Sele.
Sul rischio di progressivo spopolamento dei piccoli centri si è soffermato Pietro D’Aniello, presidente provinciale dell’UNPLI, sottolineando il ruolo fondamentale delle Pro Loco e del volontariato nella tenuta sociale ed economica delle comunità.
La sfida, ha evidenziato, consiste nel creare condizioni che consentano ai giovani di restare nei propri territori, trovando opportunità di lavoro e realizzazione professionale.
Il consigliere regionale Andrea Volpe ha indicato nella collaborazione tra Comuni, associazioni e operatori economici una delle principali strategie per valorizzare le aree interne.
Non bastano eventi isolati o singoli incentivi: occorre costruire un sistema territoriale integrato, capace di collegare produzioni agricole, turismo, ricettività e patrimonio culturale.
Un modello di sviluppo che, partendo dalle eccellenze locali, possa rafforzare l’economia dei piccoli centri e offrire nuove prospettive alle giovani generazioni.



