Home Attualità Porto commerciale, ricorso contro il modello Cartour

Porto commerciale, ricorso contro il modello Cartour

di Erika Noschese

Finisce dinanzi al Consiglio di Stato la battaglia della FILT CGIL Campania e della FILT CGIL Salerno nei confronti della Cartour, società autorizzata a svolgere in proprio le operazioni di rizzaggio e derizzaggio.

 

I sindacati annunciano il deposito del ricorso ad adiuvandum dinanzi al Consiglio di Stato, schierandosi al fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale nell’appello contro la sentenza del TAR Salerno.

L’azione legale è stata affidata all’avv. Pasquale Biondi.

“La sentenza del TAR apre una breccia pericolosissima: Cartour pretende di operare come impresa portuale pur non avendone la struttura reale, servendo esclusivamente le proprie navi con equipaggi di bordo affiancati da pochi lavoratori part-time. È un evidente escamotage per aggirare i vincoli di legge, che rischia di destabilizzare l’intero sistema a tutela del lavoro marittimo e portuale”, ha dichiarato Angelo Lustro, Segretario Generale della FILT CGIL Campania.

A entrare nel merito delle ricadute sul tessuto lavorativo locale è Gerardo Arpino, Segretario Generale della FILT CGIL Salerno, che lancia l’allarme sulla tenuta occupazionale dello scalo:

“Questa operazione finisce per colpire mortalmente la CULP di Salerno, soggetto autorizzato a fornire manodopera temporanea. Questi lavoratori rappresentano gli unici soggetti specializzati e abilitati a intervenire, garantendo la necessaria flessibilità e sicurezza soprattutto nei picchi di lavoro. Non possiamo accettare che si scavalchi chi opera nel rispetto della professionalità: difendere la CULP significa difendere il lavoro di qualità contro il lavoro povero”.

L’intervento sindacale pone inoltre al centro la questione della sicurezza, ricordando la tragedia del 2023, quando un giovane ufficiale perse la vita durante le operazioni a terra di una nave Cartour.

Il sindacato denuncia infine la violazione della clausola internazionale che riserva le operazioni di fissaggio del carico esclusivamente ai portuali, nata proprio per proteggere l’incolumità dei marittimi.

Le Segreterie lanciano un ultimo appello:

“Il lavoro portuale è specializzazione e professionalità, non manovalanza fungibile. Siamo pronti a difendere ogni singolo posto di lavoro e la centralità dei lavoratori dell’articolo 17 della legge 84/94 con tutti gli strumenti a nostra disposizione”, dichiara Gerardo Arpino.