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Vito Busillo, presidente Anbi Campania, riconfermato vicepresidente nazionale Anbi

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Vito Busillo, presidente Anbi Campania, riconfermato vicepresidente nazionale Anbi: “Investire nel Recovery Plan per affrontare i nodi irrisolti del comparto irriguo e della bonifica”

L’Unione regionale Consorzi gestione e Tutela del Territorio e Acque irrigue – Anbi Campania per la terza volta consecutiva ottiene la vicepresidenza nazionale dell’Anbi con Vito Busillo, presidente dell’associazione campana, del Consorzio di Bonifica in destra del fiume Sele e di Coldiretti Salerno, lo stesso imprenditore di recente pervenuto anche alla guida del Consorzio per la tutela della Rucola della Piana del Sele Igp.

L’elezione è avvenuta oggi, con il rinnovo del Consiglio nazionale da parte dell’assemblea che ha indicato la riconferma di Francesco Vincenzi quale presidente nazionale. Busillo è stato nuovamente votato da un consiglio nazionale rinnovato, con più giovani e donne.

“Sono particolarmente onorato di questa riconferma in ambito nazionale – ha commentato a caldo il presidente di Anbi Campania – e quale unico vicepresidente espressione dei Consorzi di bonifica del Mezzogiorno d’Italia farò tutto quanto possibile per affiancare le strutture consortili in questa delicatissima fase di implementazione del Recovery plan: entro fine settembre i progetti dovranno essere tutti selezionati dalle regioni, sia per quanto riguarda il comparto irriguo che per la difesa suolo, pertanto le regioni devono accelerare sui criteri di selezione, altrimenti si rischia di perdere un’occasione storica.”

“Per il solo comparto irriguo – sottolinea Busillo – sul Recovery plano sono a disposizione ben 352 milioni di euro riservati alle regioni del Sud per ammodernare e ingrandire le reti irrigue, dotarle di sistemi di misura, renderle più efficienti ed efficaci.”

Busillo ricorda anche l’altra emergenza che riguarda nello specifico i Consorzi di bonifica meridionali: “Chiediamo da tempo il ritorno alla gestione ordinaria, perché si possa por mano, in una logica di condivisione, di democrazia interna e di sussidiarietà alle questioni dei singoli territorio di bonifica, che diventano di giorno in giorno più gravi, per effetto del cambiamento climatico in atto.”
Comunicato Stampa