Ci sono vite che attraversano una comunità lasciando dietro di sé una traccia fatta di bellezza, sensibilità e stile. La vita di Adriano Di Canto è stata una di queste. La sua scomparsa, a 61 anni, lascia a Eboli il ricordo di uno dei suoi parrucchieri più conosciuti ed eleganti, un professionista che aveva fatto dello stile e dell’attenzione alla persona la cifra della propria vita.
[di Maria Vita Della Monica]
Adriano aveva appreso l’arte del coiffeur da un altro maestro del settore, Nino Conforti, alla cui bottega era stato da ragazzo, prima di aprire un’attività tutta sua, portando avanti nel tempo quella tradizione fatta di tecnica, sensibilità e visione estetica. I suoi saloni, nelle zone centrali di Eboli, sono stati per anni luoghi di incontro e di fiducia, frequentati da generazioni di donne che si sono affidate alla sua professionalità e al suo gusto raffinato. Negli ultimi anni ha lavorato con la stessa passione da Vanity, di Antonella Manna, in via Leonardo Da Vinci. Fedele a un mestiere che per lui era soprattutto amore per il bello, espressione di sé, racconto dei tempi e delle mode che lui ha saputo interpretare e, spesso, precorrere.
Chi lo ha conosciuto ricorda non solo il professionista, ma l’uomo: elegante, naturalmente raffinato, capace di un fascino discreto, nella sua innegabile evidenza. Dietro quella presenza sempre curata c’era una personalità profondamente sensibile e riservata. Anche la malattia che lo ha colpito è stata affrontata così: con forza, dignità e silenziosa determinazione, combattuta fino all’ultimo con il coraggio di chi non rinuncia alla propria eleganza neppure nella prova più difficile.
Resta oggi il ricordo affettuoso della sua famiglia- le sorelle, i fratelli, i nipoti- degli amici fraterni e delle tante persone che negli anni lo hanno conosciuto e stimato, insieme alle clienti che nelle sue mani hanno trovato non solo professionalità, ma una presenza gentile e attenta. Domani, alle 10.30, l’ultimo saluto nella chiesa di Santa Maria della Pietà.
Quello di Adriano è stato e resterà un volto iconico di quella Eboli bella che esiste negli sguardi di chi la ricorda per sempre giovane. Nei profumi di certi negozi che non ci sono più. Nelle strade del centro di quando ancora le vetrine si lasciavano guardare e la gente si fermava a parlare, per il gusto di un saluto, senza la fretta di un tempo che, spesso, non concede tempo per le cose non essenziali. Quella Eboli fatta di persone che “portavano” il proprio mestiere come un abito su misura, con cura, con orgoglio, con grazia.
Adriano era uno di loro. Forse il più elegante.


