Appena quaranta giorni fa il sindaco di Eboli, Mario Conte, dichiarava chiusa la logorante crisi interna alla sua maggioranza, presentando una giunta rinnovata con due nuovi ingressi. Oggi le dimissioni di uno di essi, l’assessore all’Ambiente Marianna Ingenito, e il documento dei gruppi consiliari di maggioranza contro l’assessore Salvatore Marisei riaprono una ferita, a quanto pare, mai davvero rimarginata. E accendono il dibattito in città.
[di Maria Vita Della Monica]
Sinistra Italiana denuncia «criticità profonde mai affrontate» e una «maggioranza attraversata da divisioni» incapace di decidere su PUC e fondi PRIUS. «La situazione è grave ma non è seria – afferma il PD prendendo in prestito la battuta di Flaiano e invitando il sindaco alle dimissioni- nel corso di un solo mandato due rimpasti di giunta, l’ultimo durato appena quaranta giorni. Non è più una crisi, è la fine politica certificata». Netto l’ex vicesindaco Cosimo Cicia: «Questa amministrazione- dichiara- ha fallito sul piano politico, amministrativo e soprattutto nei confronti dei cittadini, che pagano il prezzo di una gestione approssimativa». Durissimo l’ex sindaco Gerardo Rosania: «Tra galleggiamento e commissariamento- commenta- meglio il voto». E avverte: «Attenzione ai Masaniello che prosperano sulle macerie del buon governo». Amaro Dario Landi, candidato nel 2021 con Conte: «Il progetto è naufragato. Un compromesso al ribasso che non andava accettato».
Il clima è caldo. Nelle prossime ore non si esclude una richiesta dell’opposizione per la convocazione urgente del Consiglio comunale sulla questione politica.



