di Erika Noschese
Nessuna tregua tra Palazzo di Città e il comparto turistico salernitano sul fronte della pressione fiscale locale.
Al termine di un lungo e serrato confronto svoltosi ieri presso la sede del Comune, il fronte unito delle associazioni di categoria ha annunciato un imminente ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro l’aumento dell’imposta di soggiorno.
La decisione di portare il tributo da due a tre euro, assunta dalla gestione prefettizia per garantire gli equilibri del bilancio comunale e rispettare i vincoli del Patto per Salerno, è stata infatti confermata nonostante il pacchetto di proposte alternative e le richieste di moratoria avanzate dagli operatori del settore.
Il clima della riunione, pur mantenendosi su binari di formale cortesia istituzionale, ha evidenziato una distanza incolmabile tra la visione tecnica della Commissione straordinaria e le necessità operative delle imprese che sostengono l’economia dell’accoglienza.
Da un lato, il Commissario Vincenzo Panico e i suoi collaboratori hanno difeso la legittimità e l’ineluttabilità della manovra; dall’altro, sigle come Federalberghi, Fenailp Turismo, Ecstra, Cna Turismo, ABBAC Campania, Aidit Confindustria Federturismo, Fiab e le rappresentanze dei tour operator hanno denunciato un provvedimento che rischia di minare la competitività della destinazione Salerno in un momento storico già segnato da forti criticità internazionali.
Secondo le sigle di categoria, la delibera sarebbe illegittima per la carenza di un preventivo confronto strutturato, inopportuna per il rischio di generare disaffezione nei flussi turistici e gravemente intempestiva, essendo stata assunta a soli due mesi da un precedente rincaro e nel pieno della stagione operativa.



