Home Attualità Sempre più italiani pensano alla pensione integrativa per una vecchiaia serena

Sempre più italiani pensano alla pensione integrativa per una vecchiaia serena

Gli italiani stanno rivolgendo sempre di più la loro attenzione alla previdenza complementare. Oggi, infatti, affidarsi esclusivamente alla pensione pubblica per il futuro può rappresentare un rischio. Il divario tra l’ultimo stipendio percepito da lavoratore e la pensione è destinato ad allargarsi. Per dirla in maniera chiara, una volta andati in pensione si rischia di percepire un assegno pensionistico mensile più basso rispetto allo stipendio, quindi inevitabilmente il tenore di vita si abbassa, proprio in una fase delicata della vita come l’anzianità.

Non sorprende che, secondo i dati Covip, quasi 10 milioni di italiani hanno ormai sottoscritto forme di previdenza complementare. Non è una scelta riservata esclusivamente agli esperti di finanza, anzi, la pensione integrativa è una soluzione alla quale sempre più persone stanno pensando, sia giovani che adulti.

Il meccanismo è piuttosto semplice: costruire un capitale che andrà poi a integrare la pensione pubblica. In questo scenario il tempo gioca un ruolo cruciale. Per prima cosa è consigliabile iniziare quanto prima ad accantonare risorse per la pensione integrativa, poiché mettendo da parte piccole cifre mensili, si può costruire un bel gruzzoletto per la propria pensione. I genitori stessi possono costruire una pensione integrativa per i figli minorenni, così come i giovani stessi possono risparmiare molto presto, in modo da godersi una vecchiaia in totale serenità.

Si potrebbe pensare che risparmiare a 20 o 30 anni per la propria pensione sia prematuro, ma in realtà ci sono anche dei benefici immediati. I fondi pensione, infatti, rappresentano oggi un potente strumento di ottimizzazione fiscale a disposizione dei contribuenti. Versare volontariamente sul proprio fondo permette di dedurre dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro all’anno, generando un risparmio sulle tasse che, a seconda del proprio scaglione, può arrivare al 43%.

Per i lavoratori dipendenti questa strategia risulta ancora più efficiente, poiché destinare il proprio TFR alla previdenza complementare consente di far fruttare il capitale senza intaccare lo stipendio mensile. Inoltre, versando una piccola quota volontaria, scatta spesso il diritto di ricevere un contributo aggiuntivo versato direttamente dal datore di lavoro. Di fatto, si tratta di denaro gratis che va a sommarsi al proprio salvadanaio previdenziale.

Un mito da sfatare è la convinzione che non si possano toccare i soldi accantonati prima della vecchiaia. Non è così, infatti la normativa attuale è molto flessibile e permette di richiedere anticipi per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, per far fronte a gravi spese sanitarie o per altre esigenze personali.

Resta da capire quale sia la linea di investimento più indicata secondo la propria età e i propri obiettivi. Per orientarsi in una fase così delicata, è fondamentale non procedere alla cieca ma affidarsi a piattaforme specializzate come Online Sim, che supporta il cliente nella scelta del fondo pensione integrativo più adatto alle sue esigenze, permettendo di confrontare più soluzioni in modo trasparente.