La ventitreesima edizione di Festa a Vico, la manifestazione ideata da Gennaro Esposito, si rinnova e varca i propri confini. Per la prima volta nella sua storia l’evento oltrepassa Vico Equense e approda a Sorrento, trasformandosi in un festival diffuso lungo l’intera Costiera Sorrentina. Il gusto, dunque, attraversa luoghi, crea connessioni, valorizza territori e persone, dando vita a un racconto collettivo che unisce alcune delle eccellenze gastronomiche più rappresentative del Paese.
Il tema scelto per il 2026 è “FOCUS- L’intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”, ispirato alle intuizioni di Giovanni Keplero. Al centro della riflessione il valore del saper fare, la conoscenza che nasce dall’esperienza e il patrimonio umano custodito nelle cucine e nei laboratori artigiani. «È tempo di mettere a fuoco ciò che conta davvero»- sottolinea Gennaro Esposito- «L’eccellenza nasce dall’incontro di molte energie: le persone che lavorano nelle cucine, i produttori che custodiscono il territorio, le idee che diventano esperienza e conoscenza nel piatto».
Si parte domenica 14 giugno alla Torre del Saracino con il tradizionale momento inaugurale. A seguire “Quella Pizza a Vico- Spicchi di Genio”, omaggio alla grande pizza contemporanea con alcuni tra i più autorevoli maestri pizzaioli italiani e internazionali: Francesco Martucci, Franco Pepe, Gabriele Bonci, Renato Bosco, Roberta Esposito, Antonio Falco e Akinari Pasquale Makishima. Lunedì 15 sarà la volta di “Vico, Amore e Trattoria”, viaggio tra memoria e identità gastronomica. Martedì 16 spazio agli chef emergenti con “Una promessa è una promessa”, momento di confronto davanti a giornalisti e opinion leader, e alla sera “Brothers in Food”, celebrazione del dialogo e della collaborazione tra chef. Gran finale mercoledì 17 giugno a Sorrento, al Bellevue Syrene, con “Quell’Abbinamento a Vico”, dove chef, sommelier e bartender come Edoardo Nono del Rita Cocktail Bar di Milano e Jimmy Bertazzoli di Aguardiente a Marina di Ravenna si incontrano in un dialogo creativo tra cucina e miscelazione d’autore, e la prestigiosa “Cena delle Stelle”.
Immutata l’anima solidale: l’intero ricavato sarà destinato a progetti benefici. Perché l’ingrediente “segreto” di ogni piatto è sempre la propensione verso l’altro, quel dettaglio che rende ogni pietanza più gustosa e indimenticabile.



