A Eboli, dopo l‘aggressione subita dal funzionario comunale Damiano Bruno presso l’ufficio Anagrafe, e la solidarietà espressa dall’assessore alla Sicurezza Antonio Corsetto, arriva la reazione di Fratelli d’Italia. «La condanna verso ogni forma di violenza è doverosa e non può che essere condivisa»- si legge in una nota del partito, che però chiede conto delle misure di sicurezza annunciate solo ora ponendo un interrogativo: «Significa forse che fino ad oggi non si è intervenuti in maniera adeguata, né per garantire l’incolumità dei dipendenti né per assicurare la sicurezza dei cittadini che quotidianamente frequentano gli uffici pubblici?».
Fratelli d’Italia ripercorre le vicende delle telecamere installate negli uffici comunali e poi rimosse per questioni di privacy, degli impianti di videosorveglianza al Giudice di Pace e al Comando di Polizia Municipale, e dei 120mila euro di danno erariale dichiarati nel 2024, chiedendo: «Chi li ha pagati?». Il partito cita anche le tensioni che da anni si registrano al presidio ospedaliero cittadino nei confronti del personale sanitario, domandando «quali interlocuzioni istituzionali sono state avviate e quali misure sono state adottate per prevenire situazioni analoghe».
«La sicurezza è una materia seria. Si programma per tempo, si previene con anticipo, si governa assumendosi responsabilità», prosegue la nota, che si chiude con un appello diretto: «Sulla sicurezza non servono slogan. Servono fatti. Possibilmente prima che accada qualcosa di ancora più grave».



