Camminare per le strade di Eboli insieme a Paolo Garofalo, fotografo di lungo corso non vedente da quattro anni, significa paradossalmente “guardare” la città con occhi diversi.
Scivoli occupati da auto in sosta vietata, marciapiedi sconnessi, buche lasciate da alberi abbattuti, rami non potati ad altezza d’uomo, deiezioni canine non raccolte, tavolini che limitano la fruizione dello spazio: ostacoli quotidiani per chi, ad Eboli, vive una disabilità visiva o motoria. Mancano percorsi tattili e segnaletica sensoriale, molti edifici pubblici restano off limits. Non solo barriere architettoniche ma anche scarso senso civico. Per Garofalo l’intelligenza artificiale e le app dedicate sono oggi strumenti fondamentali per vivere la città senza un accompagnatore: una “lotta” quotidiana per l’autonomia.



