Dimissioni record per il commissario prefettizio di Capaccio Paestum, Armando Gradone. Il prefetto in pensione ha rassegnato questa mattina le dimissioni, a pochi giorni dalla nomina.
Alla base della decisione, secondo quanto riferito, ci sarebbero alcune problematiche di salute e la difficoltà di affrontare i frequenti spostamenti necessari per raggiungere la città dei Templi. Gradone, residente a Siena, aveva già chiarito al momento dell’accettazione dell’incarico di poter garantire una disponibilità di tre giorni alla settimana, viaggi compresi. Un tempo ritenuto insufficiente per affrontare le numerose questioni aperte dopo la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino, dal bilancio alla situazione della Paistom.
Nel frattempo, l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, rischia un nuovo processo. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Alfieri e altri sei indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum. Con lui sono coinvolti Andrea Campanile, Nicola Aulisio, Giovanni Vito Bello, Federica Turi, Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo.
L’udienza preliminare è fissata per il 16 novembre davanti al Gup del Tribunale di Salerno, Benedetta Rossella Setta. Al centro del procedimento c’è l’appalto per la «Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum», del valore complessivo di circa 7 milioni di euro, finanziato dalla Regione Campania con fondi Sviluppo e Coesione.
Secondo l’accusa, le procedure di gara sarebbero state condizionate, configurando l’ipotesi di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso. L’inchiesta aveva inizialmente ipotizzato anche un’associazione per delinquere, ma il 9 gennaio 2026 il Gip ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Alessandro Di Vico, facendo cadere l’ipotesi associativa.
Si tratta, è bene precisarlo, di contestazioni ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria: per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Erika Noschese



