Tornerà al voto per la terza volta in tre anni il Comune di Capaccio Paestum che, ormai dal 2024, vive una fase di profonda instabilità politico-amministrativa.
Una crisi che si è conclusa ieri con le dimissioni di nove consiglieri comunali, che hanno decretato la fine dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino.
Alla base della decisione, una serie di malumori che hanno progressivamente spinto parte della maggioranza a prendere le distanze dal primo cittadino, la cui amministrazione, durata appena 16 mesi, ha mostrato fin da subito tutte le fragilità sul piano politico. E così, mentre si attende l’arrivo del commissario prefettizio, la campagna elettorale può dirsi già iniziata.
A chiedere un cambio di passo per la città è il Coordinamento provinciale della Lega di Salerno.
«Quello che resta oggi a Capaccio Paestum sono le macerie politiche lasciate dal centrosinistra, incapace di garantire stabilità e governo alla città. È il fallimento di coalizioni costruite per vincere le elezioni e poi implose tra personalismi e lotte interne. Ora serve un centrodestra unito, ma soprattutto profondamente rinnovato nei metodi, nelle idee e nei volti. La Lega è pronta a fare la propria parte, aprendosi alle migliori energie della società civile, per restituire a Capaccio Paestum credibilità, stabilità e una classe dirigente autorevole e radicata nel territorio».
Dura anche la posizione dell’ex consigliera Simona Corradino, che contesta la gestione dei bilanci, del piano di riequilibrio, della macchina amministrativa e, soprattutto, del Piano urbanistico comunale, prima approvato e poi revocato nel giro di pochi mesi.
Nel mirino dell’ex esponente dell’opposizione anche la gestione politica della maggioranza, caratterizzata da cambi di schieramento e avvicendamenti tra consiglieri senza, a suo avviso, un confronto trasparente con la cittadinanza.
Particolarmente grave, secondo Corradino, l’assenza del sindaco, della Giunta e della maggioranza dall’ultimo Consiglio comunale, interpretata come il segnale di una coalizione che aveva ormai perduto non solo i numeri, ma anche la propria credibilità politica.
Rivendicando il proprio ruolo di opposizione «responsabile e propositiva», Corradino giustifica la scelta di porre fine all’esperienza amministrativa come una decisione necessaria per evitare ulteriori danni alla comunità. L’auspicio è ora quello di aprire per Capaccio Paestum una nuova stagione politica e amministrativa, fondata sul dialogo, sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla collaborazione, con l’obiettivo di valorizzare le straordinarie potenzialità del territorio.
A puntare il dito contro il centrosinistra è, infine, il commissario regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone. «Con Capaccio Paestum si allunga la scia di amministrazioni volute dal Pd che o vengono sciolte per mafia o fatte cadere dallo stesso centrosinistra. Un Comune che già era sotto monitoraggio della Prefettura e quindi del Ministero dell’Interno. Si aggiunge così un altro Comune commissariato che, in provincia di Salerno, segue a Pagani, Sarno ed Eboli. Ormai è evidente la crisi di un modello amministrativo che vede gran parte dei grandi Comuni affidati alla gestione emergenziale della Prefettura, proprio per le guerre di potere di un Pd che fa e disfa come una Penelope. Tutto a danno dei cittadini e quelli di Capaccio Paestum più di tutti, viste le vicende di Alfieri».
Erika Noschese



