Home Cultura ed Eventi “Praesentia”, Velia: dove la natura racconta la storia

“Praesentia”, Velia: dove la natura racconta la storia

Un gruppo di giornalisti enogastronomici provenienti da tutta Italia alla scoperta del legame millenario tra archeologia, paesaggio e Dieta Mediterranea

ASCEA- Prima delle teorie, dei riconoscimenti internazionali e delle strategie turistiche, c’è la terra. Ci sono la macchia mediterranea, le erbe selvatiche, i melograni e gli ulivi. C’è un paesaggio che non circonda semplicemente la storia, ma ne custodisce le tracce e continua ancora oggi a parlare attraverso i sapori e i saperi delle comunità. È cominciata dal Parco Archeologico di Velia la terza tappa di “Praesentia. Gusto di Campania Divina- Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania”, dedicata a “Il Cilento e il turismo della Dieta Mediterranea”.

Ad accompagnare un gruppo di giornalisti enogastronomici provenienti da tutta Italia è stata Tiziana D’Angelo, direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, che ha scelto di iniziare il racconto non dalle pietre antiche, ma dalla natura. Una scelta tutt’altro che casuale. Per comprendere davvero la Dieta Mediterranea, infatti, non basta osservarne gli alimenti: bisogna tornare ai luoghi nei quali è nata, alla relazione millenaria tra l’uomo e l’ambiente e a quella cultura della misura che nel Cilento unisce ancora oggi paesaggio, agricoltura e vita quotidiana. «Abbiamo iniziato la visita parlando di natura, primo passo per comprendere l’archeologia di Velia», ha spiegato D’Angelo. «La macchia mediterranea, le erbe selvatiche e il melograno sono un gesto di tutela, ma anche un elemento di racconto del territorio e della storia». Velia è un Parco archeologico all’interno di un Parco nazionale. Una condizione particolare che permette di leggere il patrimonio attraverso livelli diversi: la storia degli uomini, l’evoluzione del paesaggio, la biodiversità e la cultura alimentare. «Tutto quel patrimonio immateriale diventa per noi materiale e tangibile», ha sottolineato la direttrice. «Ci circonda attraverso la bellezza, i sapori e, soprattutto, i saperi».

In questo dialogo continuo tra passato e presente si inserisce Iulius, l’olio del Parco Archeologico, ottenuto dagli uliveti del sito e prodotto dalla Cooperativa Nuovo Cilento. Non è soltanto un prodotto agricolo. È il risultato concreto di una terra che continua a generare vita tra le vestigia dell’antica città. Ogni bottiglia diventa uno strumento di racconto: parla del paesaggio archeologico, della cultura contadina e di una continuità mai interrotta tra l’uomo e l’ambiente. L’olio è uno degli elementi fondamentali della Dieta Mediterranea, ma nel Cilento assume un significato ancora più profondo. È alimento, lavoro, memoria familiare e presidio del territorio. Racconta gli ulivi custoditi per generazioni, la raccolta, il frantoio e una sapienza che non si apprende soltanto sui libri, ma viene tramandata attraverso i gesti. È proprio questa unione tra patrimonio culturale e produzione agricola a rendere il Cilento un luogo nel quale la Dieta Mediterranea non viene semplicemente illustrata: viene vissuta.

A richiamare il ruolo centrale dell’agricoltura è stato Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania. «La Dieta Mediterranea è prima di tutto il risultato di un patrimonio agricolo fatto di qualità, biodiversità, produzioni identitarie e saperi che devono essere tutelati e trasmessi», ha affermato Bellelli. «Difendere la qualità significa difendere il territorio e le comunità che ogni giorno lo rendono vivo. È il lavoro che portiamo avanti anche attraverso Campagna Amica». Dietro ogni prodotto ci sono infatti una persona, un’azienda e spesso un’intera famiglia. Ci sono piccoli appezzamenti mantenuti in vita, tradizioni recuperate e giovani che provano a costruire il proprio futuro senza abbandonare i luoghi nei quali sono nati.

Per Bellelli, questo patrimonio deve trovare un collegamento sempre più forte con il turismo. «Chi sceglie il Cilento e la Campania deve poter conoscere non soltanto i luoghi, ma anche le produzioni, le aziende agricole, le persone e le storie che sono alla base della nostra cultura alimentare. Agricoltura e turismo possono costruire un percorso comune, capace di valorizzare le eccellenze, generare economia e offrire al visitatore un’esperienza autentica e riconoscibile». È qui che il turismo esperienziale assume il suo significato più autentico. Non basta fotografare un uliveto o assaggiare un piatto tipico. Bisogna comprenderne l’origine, incontrare chi lo produce e scoprire quale rapporto lo unisce alla storia e al paesaggio.

A Velia questo legame appare con particolare evidenza. La natura conduce all’archeologia, l’archeologia racconta una civiltà e quella civiltà continua a vivere nell’agricoltura, nella cucina e nelle abitudini delle comunità. La Dieta Mediterranea non è un elenco di alimenti né una formula da utilizzare nella promozione turistica. È un sistema culturale nel quale convivono biodiversità, stagionalità, condivisione, movimento, rispetto dell’ambiente e relazioni umane.


Le pietre di Velia, gli ulivi, la macchia mediterranea, le aziende agricole e le persone che custodiscono antichi saperi appartengono a una sola grande storia. Una storia che viene da lontano, continua a produrre frutti e può ancora indicare al Cilento la strada verso il futuro.

“Praesentia. Gusto di Campania Divina – Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania” è un intervento cofinanziato dallo Stato italiano, nell’ambito del FUNT di parte corrente 2025, e dalla Regione Campania.