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Battipaglia, timori per l’elettrodotto Terna

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PROGETTO TERNA BATTIPAGLIA

A Battipaglia tiene banco la questione Terna.
Il progetto Tyrrhenian Link, che rientra nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima e che collegherà Sicilia e Sardegna con la penisola attraverso un doppio cavo sottomarino, prevede la realizzazione di un elettrodotto che passerà anche in zona Spineta.
Il collegamento, come precisato da Terna, migliorerà la capacità di scambio elettrico, favorirà lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’affidabilità della rete e dell’intero sistema confermando il ruolo della Sicilia come hub energetico del Mediterraneo.
Sul tema il 2, 3 e 4 febbraio sono stati programmati tre incontri online in cui sarà possibile dialogare direttamente con le persone di Terna, ricevere informazioni e dare suggerimenti. Il primo web meeting sarà dedicato al Comune di Termini Imerese in Sicilia, quello del giorno successivo al Comune di Battipaglia e quello del 4 febbraio al Comune di Eboli.
Sul piede di guerra gli ambientalisti, che chiedono di non consumare il suolo agricolo.
La sindaca, dal canto suo, annuncia che non firmerà “cambiali in bianco” e che chiederà ai dirigenti di Terna “un incontro presso il comune di Battipaglia con la commissione ambiente del Consiglio Comunale e l’Amministrazione Comunale e esperti del settore”.
A chiedere il coinvolgimento del consiglio comunale di Battipaglia è invece Valerio Longo (nel servizio), capogruppo di Forza Italia.

Il collegamento est (Sicilia – Campania)

Lunga 480 chilometri la tratta EST unisce l’approdo di Fiumetorto, nel comune di Termini Imerese in Sicilia, a Torre Tuscia Magazzeno, presso Battipaglia in Campania.
Dall’approdo di Fiumetorto i cavi interrati invisibili attraverseranno la zona industriale di Termini Imerese con brevi tracciati. L’inserimento nella Rete di trasmissione nazionale sarà reso possibile attraverso una stazione di conversione da corrente continua in alternata. Sono state considerate tre diverse possibilità per la localizzazione della stazione. La prima e la seconda sono all’interno della zona industriale, vicino al punto di approdo. La terza possibilità è in un’area contigua all’esistente stazione elettrica di Caracoli.
Dall’approdo campano di Torre Tuscia Magazzeno fino a Battipaglia i cavi interrati invisibili percorreranno le strade già esistenti, lasciando inalterati ambiente e paesaggio, con tracciati di lunghezza compresa tra 17 e 21 chilometri. Per la localizzazione della stazione di conversione sono state considerate due distinte opzioni nel comune di Eboli, entrambe in aree agricole adiacenti alla linea aerea esistente.
L’approdo dei cavi marini sarà realizzato con la tecnica dell’“horizontal directional drilling” (HDD) che evita scavi a cielo aperto sulle spiagge.
Per maggiori dettagli sul progetto sono disponibili la sintesi non tecnica e l’opuscolo informativo.