di Erika Noschese
Potrebbe non trascorrere neppure un giorno in carcere l’uomo, originario di Castelnuovo Cilento e residente a Bellizzi, condannato a tre anni e sei mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie, con il riconoscimento della recidiva.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice della Seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, Vincenzo D’Arco, che ha disposto anche il pagamento delle spese processuali.
Secondo l’accusa, le violenze sarebbero iniziate nel 1977, all’inizio della convivenza, aggravandosi dopo la nascita della seconda figlia. Per quasi quarant’anni la donna avrebbe subito aggressioni, umiliazioni e vessazioni. Tra gli episodi contestati, anche quello di averle rovesciato addosso secchi d’acqua gelata mentre dormiva. Nel 1987, dopo che la moglie aveva lasciato l’abitazione, l’uomo l’avrebbe raggiunta e ferita agli arti inferiori con un colpo di fucile. Nonostante ciò, secondo la ricostruzione processuale, i maltrattamenti sarebbero proseguiti fino a spingere la vittima a tentare il suicidio.
Trasferitasi a Battipaglia, la famiglia avrebbe continuato a vivere in un clima di violenze e minacce. Nel 2015 una delle figlie si rifugiò in una casa famiglia, mentre la madre lasciò definitivamente il marito, ponendo fine ai soprusi.
L’avvocato della parte civile, Maria Gabriella Gallevi, ha chiesto un risarcimento di 100 mila euro, una provvisionale immediatamente esecutiva di 60 mila euro e che eventuali benefici penitenziari siano subordinati al pagamento della somma riconosciuta alla vittima.



