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Dolce Vita, il camp che ti rimette in Gioco: speciale campo scuola di Diabetologia

A cura di Erika Noschese

L’innovazione tecnologica applicata alla medicina e la condivisione profonda delle esperienze umane sono state le assolute protagoniste del primo campo scuola residenziale per pazienti con diabete di tipo 1, conclusosi ieri nell’area naturalistica degli Alburni. Promosso dal Centro di Assistenza Diabetologica (CAD) della ASL Salerno e dalla scuola diabetologica salernitana, guidati dalla dottoressa Paky Memoli, l’evento ha offerto a un gruppo di pazienti l’opportunità di confrontarsi h24 con un’equipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, dietisti e psicologi competenti.

Il fine dell’iniziativa è stato quello di dimostrare concretamente come la gestione avanzata della patologia, basata sull’utilizzo di microinfusori e sensori, consenta oggi di condurre una vita piena, dinamica e priva di preclusioni, trasformando il soggiorno educativo in un’importante palestra di autonomia. Il campo scuola ha avuto inizio nella mattinata di sabato con l’inaugurazione della panchina blu ad Ottati, dedicata a Raffaele Guadagno, papà del sindaco Elio, venuto a mancare nel mese di luglio per un drammatico incidente.

Inaugurazione della panchina blu ad Ottati

Il programma ha vissuto momenti di grande intensità formativa e pratica fin dal pomeriggio di sabato, quando si sono alternate lezioni cruciali per la quotidianità dei pazienti. Tra queste, la sessione dedicata all’attività sportiva e all’alimentazione, seguita dal primo atteso cooking game. In questa occasione, i partecipanti hanno appreso le tecniche per realizzare piatti piacevoli alla vista e al palato, focalizzandosi sul conteggio dei carboidrati (carb-counting), pur mantenendo i profili nutrizionali idonei e validi per la terapia diabetologica. Sempre sabato pomeriggio, l’attenzione si è spostata sulla salute psicologica e relazionale grazie a un focus dedicato alla sessuologia clinica.

La dottoressa Mara Porcaro, psicoterapeuta, ha spiegato l’importanza e l’affinità di questo intervento con la patologia cronica.

L’incontro con la psicoterapeuta e sessuologa Mara Porcaro

La domenica mattina è stata invece dedicata al movimento e allo sport all’aria aperta, con un trekking d’alta quota volto a testare i dispositivi medici sotto sforzo lungo i sentieri naturalistici del comprensorio.

Le testimonianze dirette dei partecipanti hanno confermato la validità sul campo di questo approccio integrato. Maria Rosaria Falanga ha raccontato con entusiasmo la sua partecipazione all’iniziativa.

Successivamente, tappa a Corleto Monforte dove è stata inaugurata la panchina blu, installata dinanzi la sede del Comune.

Inaugurazione panchina blu Corleto Monforte

Il bilancio finale del campo scuola degli Alburni restituisce così alla sanità salernitana non soltanto dati clinici ottimizzati, ma una comunità di pazienti più forte, consapevole e stringente attorno a un modello di cura che mette la persona e la sua libertà prima di ogni protocollo rigido.