Il consiglio comunale di Eboli, chiamato ad approvare il rendiconto di gestione 2025 dopo la diffida prefettizia, è saltato ancora una volta. La terza.
Al primo appello ha risposto presente solo il consigliere Ruocco: tutta la maggioranza era assente, sindaco compreso; al secondo, dopo mezz’ora, tutti assenti. La seduta è stata dichiarata deserta alle 19.16. Il segnale era nell’aria: già prima delle 19, le consigliere di maggioranza Marianna Villecco e Sara Costantino avevano annunciato sui social la propria assenza esprimendo forti critiche sulla situazione politica.
Ora la decisione spetta alla Prefettura di Salerno, che dovrà scegliere se avviare subito il commissariamento, oppure concedere un’ultima proroga con l’invio di una nuova diffida e di un nuovo termine da rispettare. Una finestra di tempo che avrebbe senso solo se servisse davvero a ricomporre la maggioranza. Un fatto che, a giudicare da quanto accaduto nelle ultime ore, sembra un’impresa quasi disperata. Questo soprattutto considerando le posizioni di Villecco che ha parlato di una città rimasta “sospesa in trattative di svendita” per giorni e di Costantino che scelto di non “legittimare” con la sua presenza in assise una situazione “che non offre più le necessarie garanzie di governabilità”. Sul fronte dell’opposizione consiliare, nel frattempo, è più che prevedibile un pressing sulla Prefettura, considerato che già nelle scorse settimane i consiglieri Di Benedetto, Norma e Masala avevano scritto al Prefetto chiedendo l’attivazione dello scioglimento.
L’amministrazione Conte è arrivata davvero al capolinea? Lo si capirà nelle prossime ore. Per ora nessuna risposta, e nessun commento neppure da Palazzo di Città: durante e dopo il consiglio comunale il sindaco Mario Conte è rimasto chiuso nella sua stanza, senza una parola per i giornalisti presenti. Intanto per domani mattina è stata convocata una conferenza stampa del primo cittadino: sarà quella la sede in cui si saprà se ci sono stati contatti con la Prefettura, quali ipotesi sono sul tavolo e, soprattutto, se su questa esperienza amministrativa è tempo o meno di scrivere la parola fine.



