Entra nel dibattito sul futuro dell’ex Pastificio Pezzullo di Eboli anche l’associazione Cittadinanzattiva, che rilancia la propria proposta attraverso una nota social del presidente Carmine Campagna.
«Trasformarla nella “Casa di Eboli”, un luogo vivo e inclusivo in cui la nostra storia si intreccia con il futuro»: così l’associazione immagina possa diventare quell’area, abbandonata da anni ma destinata ad essere «motore di un autentico riscatto urbano e sociale». Una proposta, quella di Cittadinanzattiva che prevede un centro dedicato all’agricoltura del futuro, uno spazio polifunzionale con teatro e aree espositive, un grande parco pubblico con parcheggio integrato e un hub tecnologico con coworking e laboratori di fabbricazione digitale.
La questione relativa al progetto di rigenerazione dell’ex pastificio resta comunque calda su più fronti. Da una parte c’è la questione tecnica: la struttura RUP del Comune ha bocciato come «inverosimili e manifestamente incongrui» i cronoprogrammi trasmessi per completare l’iter propedeutico all’opera; un ritardo nella sua redazione rischia di far slittare bando e cantiere, mettendo a rischio i 2,8 milioni della premialità collegata, da sbloccare entro il 31 dicembre.
Dall’altra la politica: l’ex assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici Salvatore Marisei è intervenuto per ribadire che la centralità dell’ex Pezzullo nel programma PRIUS «non è mai stata in discussione». Marisei, inoltre, rivendica di aver inserito il progetto in una visione più ampia, coerente con il nuovo PUC consegnato a giugno scorso, respingendo al contempo le responsabilità sui ritardi accumulati dopo la sua uscita dalla giunta e invitando a tenere alta l’attenzione sull’intero programma di rigenerazione urbana della città.
Tra scadenze tecniche, visioni da conciliare e responsabilità da chiarire, resta da vedere se questa volta si riuscirà finalmente a dare risposte a un’area che attende da anni, senza disperdere un euro dei fondi disponibili e restituendo alla città uno spazio strategico troppo a lungo rimasto ai margini.



