Un episodio insolito ha segnato la processione del Venerdì Santo a Eboli. Nell’ultimo tratto del percorso, dalla statua della Madonna Addolorata, con le braccia ad accogliere il dolore del mondo, si è improvvisamente staccata la mano sinistra, cadendo sotto gli occhi attoniti dei fedeli.
[di Maria Vita Della Monica]
L’accaduto ha destato incredulità e turbamento, in un contesto già carico di spiritualità. In pochi minuti la notizia ha fatto il giro della città, complice anche lo scatto condiviso sui social da Cosimo Fresolone, che ha immortalato la statua priva della mano.
Subito si è acceso un vivace dibattito. C’è chi ha letto l’accaduto come un segno, un messaggio simbolico legato ai tempi difficili. Altri hanno scelto toni ironici, altri ancora hanno riportato la discussione su un piano più concreto, attribuendo l’incidente alla scarsa manutenzione delle statue. Non sono mancati commenti nostalgici, relativi a un modo di vivere certi rituali un tempo più rigoroso e rispettoso, nè chi ha già tradotto l’episodio in numeri da giocare al lotto.
E mentre la città ancora discute di segni, presagi e manutenzione, non resta che affidarsi al vecchio adagio dialettale: «Maronna mia, miettece ‘a mana toja». Del resto, se le vie del Signore sono infinite, alla Madonna basterebbe anche una mano sola per proteggere un’intera comunità. Purché qualcuno, nel frattempo, pensi a riattaccarle l’altra. Proprio come è successo a Eboli.



